DODICI MINUTI PER ENTRARE NELLA STORIA

Ieri notte, al Dolby Theater die Los Angeles è andata in scena la 98^ cerimonia dei premi Oscar.

Tra le pellicole candidate al Miglior Film concorrono: Bugonia, F1, Frankenstein, Hamnet, Marty Supreme, Una battaglia dopo l’altra, L’agente segreto, Train Dreams, Sinners e Sentimental Value.

Timothèè Chalamet, Leonardo Di Caprio ed Emma Stone sono solo alcuni dei nomi di spessore che concorrono per vincere la statuetta, chi per la prima volta e chi invece vuole riconfermarsi e piazzare un altro omino dorato sullo scaffale del proprio bagno.

Sarebbe interessante parlare dei premi consegnati delle varie categorie degli Oscar, ma questo articolo è stato scritto prima della mezzanotte (orario europeo della messa in onda della cerimonia), perciò se ci tenete tanto a sapere chi ha vinto la tanto amata statuetta rivolgetevi al World Wide Web.

Perché noi siamo qua per raccontarvi una serie di eventi che hanno caratterizzato e segnato le varie edizioni della cerimonia più attese e seguite del mondo dello spettacolo, le Notti da Oscar della notte degli Oscar.

E’ il 1989 e quell’anno va in scena la 61^ cerimonia della consegna della statuetta dorata, la prima nella storia ad essere trasmessa nell’Unione Sovietica e la prima ad avere come spettacolo d’apertura un Musical. Ma nonostante le novità di quell’anno, come successe per Sanremo, anche quell’edizione fu battezzata come “peggior Oscar di sempre”, tanto da far collassare la carriera di un regista.    

Per l’occasione l’Accademy scelse Allan Carr alla regia per  scrivere e dirigere lo spettacolo introduttivo della serata.

Il regista di “Can’t stato the music” e “Grease”, si trovò finalmente a realizzare il sogno di mettere in scena la notte degli Oscar, il suo obbiettivo era quello di riportare del glamour, dinamicità e musica su quel palco, in altre parole un musical.

Uno spettacolo di soli dodici minuti ma che bastarono per entrare nella storia e derubare la scena al resto della serata. Tra parodie di canzoni come “Proud Mary” (Creedence Clearwater Revival) cantate da un giovane Rob Lowe stonatissimo, l’uso non autorizzato dell’immagine di Biancaneve interpretata da un’attrice ventiduenne, di cui nessuno sapeva il nome e con poca esperienza sia nel recitare sia nell’interagire col pubblico, la platea reagì imbarazzata davanti ad un tale scempio mai visto prima. Coreografie sconnesse e costumi fuori contesto, accompagnarono quello che sembrava un corpo di ballo totalmente improvvisato.

Nei giorni successivi alla cerimonia, la Disney fece causa all’Accademy per aver usato l’immagine della principessa del film “Biancaneve e i sette nani”, denuncia che venne ritirata in seguito alle pubbliche scuse da parte dell’organizzazione della cerimonia degli Oscar.

Dodici minuti che si stavano trasformando in un sogno diventato realtà, ma che sono mutati nell’incubo peggiore della vita del regista. Allan Carr sparì pian piano dalle sale di Hollywood fino a spegnersi definitivamente dieci anni dopo nel 1999.


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