“Io e te per sempre legati per la vita” non è solo il ritornello che riecheggia ancora tra le mura del Teatro Ariston di Sanremo, probabilmente è anche ciò che si ripete in sottovoce Gian Piero Gasperini quando vede Donyell Malen, la sua nuova punta, fare le giocate che tanto sperava di vedersi compiere da Dovbyk e Ferguson. Nonostante la rimonta subita all’ultimo nel 3-3 di domenica sera contro la Juventus, l’olandese ha dimostrato ancora una volta quanto la sua presenza sia indispensabile in questa seconda parte di stagione dei giallorossi.
Malen si muove in continuazione, non lascia riferimenti, è rapido a pensare e ad agire e si trova sempre al posto giusto al momento giusto. Insomma, una scialuppa di salvataggio in un mare di nulla per l’attacco della Roma, che fino a gennaio ha dovuto navigare in acque piatte in senso realizzativo viste le assenze continue di Dybala e Dovbyk, lo smarrimento di Ferguson e la discontinuità di Soulè.
6 gol in 7 partite per Malen e tutte da titolare, un gol ogni 95 minuti e una probabilità del 50% di trovare la rete ogni volta che tira in porta. Numeri importanti se si pensa che l’olandese fino al 18 gennaio ha giocato in un campionato completamente diverso dalla Serie A per ritmo e impostazione come la Premier League e si sa, è stato appurato tantissime volte quante difficoltà un attaccante proveniente dal campionato inglese può incontrare durante il percorso di adattamento e ambientazione in Italia.
La Roma si prepara al capitolo più caldo della stagione: dopo aver pareggiato gli scontri diretti con Napoli e Juventus, ritorna finalmente l’Europa League che vede come avversario proprio una squadra italiana come il Bologna di Vincenzo Italiano in fase di uscita dalla crisi invernale. La corsa per la Champions si fa sempre più accesa, la qualificazione al più importante torneo continentale manca dal 2018 e un’assenza così lunga in una piazza come Roma pesa tantissimo. I Giallorossi hanno solo Como e Atalanta rimasti alla voce “scontri diretti” come caselle da spuntare, ciò permetterebbe alla Roma di organizzarsi meglio anche in ottica Europa League per provare ad andare fino in fondo e riscattare quella finale persa nel 2023, con la differenza che questa volta in panchina siede l’uomo che quel trofeo lo ha vinto stupendo tutti l’anno successivo.


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