“Do you believe in miracles? YES.” Queste furono le famose parole pronunciate da Al Michaels quando un gruppo di atleti universitari sconfisse la corazzata sovietica nella finale olimpica di hockey di Lake Placid 1980, dando vita al celebre “miracle on ice”.
46 anni dopo, la linea temporale olimpica ci regala un momento degno di “Ritorno al futuro”, chiudendo le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 con l’oro statunitense, ancora da sfavoriti, ai danni dei rivali e vicini di casa del Canada proprio nel hockey sul ghiaccio, con una partita epica, colma di tensione e litigi, che ha avuto bisogno dei supplementari per decretare la vittoria sorprendente a tinte stelle e strisce.
Ma che Giochi sono stati? Due settimane fa, quando il braciere è stato acceso circondato da una grossa aura di scetticismo sul possibile andamento della manifestazione dal punto di vista organizzativo, tutto ci si aspettava tranne che un’Olimpiade così trionfale per gli atleti azzurri: record di ori (10) e di medaglie (30), la miglior olimpiade invernale nella storia del nostro paese. Due settimane all’insegna delle emozioni e dei sorrisi, delle storie meravigliose da tramandare ai posteri, dalle imprese di Federica Brignone col suo oro leggendario al ritorno da un grosso infortunio, al coraggio di Lindsey Vonn, che voleva a tutti costi chiudere la carriera a testa alta, anche su una gamba sola, spezzata da una brutta caduta che ha tenuto tutti col fiato sospeso per qualche minuto.
I sorrisoni di Francesca Lollobrigida e i suoi due ori spettacolari nel pattinaggio di velocità che ci hanno fatto venire gli occhi lucidi dalla gioia, la storia scritta da Lisa Vittozzi con la prima medaglia d’oro italiana nel biathlon, senza dimenticare i due ori delle squadre maschili e miste del pattinaggio con Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti (staffetta maschile) e Elisa Confortola, Arianna Fontana, Chiara Betti, Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Luca Spechenhauser (staffetta mista). Impossibile non citare la coppia del curling voluta bene da tutta Italia: Stefania Constantin e Amos Mosaner, i signori del ghiaccio che da campioni in carica sono riusciti a portare un bel bronzo a casa anche in quest’edizione.
Il medagliere, che ci ha visti ballare tra il primo e il secondo posto per la maggior parte del tempo, ci piazza infine alla quarta posizione, sorpassati all’ultimo dagli Stati Uniti e Paesi Bassi, anche per via di un conteggio delle medaglie ormai obsoleto che non dà la giusta importanza al numero complessivo di medaglie conquistate.
Con la chiusura dei Giochi l’Italia ha dimostrato che quando conta questo Paese è capace di tirare fuori dal cilindro dei capolavori, che si parli di cerimonie d’apertura e di chiusura o di prestazioni sportive. E mentre il braciere va a spegnersi lentamente e gli atleti salutano con un nodo alla gola Milano e Cortina d’Ampezzo, l’Italia si prepara al cambio d’abito più atteso dell’anno, per la settimana santa del Festival di Sanremo, ancora una volta pronta a regalare spettacolo davanti agli occhi del mondo.

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