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Il ritorno del 22: Moreira si prende San Siro e il derby

Il ritorno del 22: Moreira si prende San Siro e il derby

San Siro è noto per aver messo a nudo le paure e le insicurezze di tante giovani promesse che non sono riuscite a costruire la carriera che sognavano. Questo, però, non è il caso di Diego Moreira.

Il nuovo gioiello rossonero, prelevato dallo Strasburgo negli ultimi giorni del mercato estivo, aveva già dimostrato che la timidezza non è nelle sue corde. E, nel caso fossero rimasti dei dubbi sulla sua personalità, sono bastati 45 minuti del suo primo derby di Milano da titolare per cancellarli definitivamente.

Il copione di questo Milan-Inter è stato in linea con quanto visto nelle prime giornate di campionato: due squadre a viso aperto, che non hanno paura di scoprirsi nelle retrovie. Un atteggiamento che, però, punisce prontamente la squadra di Chivu, che dopo appena cinque minuti subisce gol alla prima occasione concessa. Il cross di Moreira viene trasformato in rete da Pulisic, che di testa anticipa un poco attento Bisseck, nonostante i 18 centimetri di vantaggio del difensore nerazzurro.

Sull’onda dell’entusiasmo, il Diavolo affonda la seconda stoccata, approfittando di un’altra dormita difensiva dell’Inter, questa volta su calcio d’angolo. Schema disegnato, Rabiot si libera dalla marcatura e colpisce con un sinistro morbido che attraversa tutto lo specchio della porta e bacia il palo prima di entrare in rete. Raddoppio e bolgia: 2-0.

Ma l’Inter non si lascia sopraffare dalle emozioni e reagisce prontamente, schiacciando il Milan nella propria area e iniziando a bombardare la porta di Maignan.

Servono appena 12 minuti per riaprire la partita, ancora una volta su palla inattiva: un cross viene deviato e indirizzato sulla testa di Bastoni, che, lasciato solo davanti al portiere, spizza il pallone in rete. Derby riaperto.

Chiunque abbia visto qualche partita di questa stagione sa che il 2-2 sembra ormai dietro l’angolo. È solo questione di minuti. Eppure, accade l’imprevedibile.

D’altronde, prima di queste sfide si ripete sempre la stessa frase: «Il derby è una partita a sé».

Così, al 41’, il Milan ha un’occasione per ripartire e prova ad approfittarne. L’Inter si copre bene, ma Barella perde palla in fase di disimpegno e commette fallo. È calcio di punizione da posizione pericolosa e sul pallone si presenta Diego Moreira.

La palla supera la barriera, Diouf abbassa colpevolmente la testa, Martínez non la vede partire ed è 3-1.

The man of the hour. L’uomo del momento.

Quello che ha messo piede in campo per disputare il suo primo derby soltanto pochi minuti dopo che una leggenda del club, Ricardo Kaká, era stata introdotta nella Hall of Fame del Milan. Una leggenda con cui condivide il numero sulla schiena.

Quel 22 che vent’anni fa ha fatto innamorare tantissimi tifosi è tornato a brillare a San Siro nel momento più importante, quasi come se fosse in corso un simbolico passaggio di testimone da Ricardo a Diego.

Il secondo tempo è all’insegna della stabilità e della sobrietà emotiva. L’Inter ci prova, ma il Milan concede poco o nulla: soltanto un brivido provocato da Carlos Augusto e un calcio di rigore assegnato ai nerazzurri da Guida, poi revocato dopo l’intervento del VAR.

Il Milan difende il risultato e infligge all’Inter la prima sconfitta in questo campionato, appena tre giorni dopo la prima caduta stagionale dei rossoneri.

La classifica racconta una storia, mentre il campo ne racconta un’altra. Una tendenza che si conferma nei derby dell’ultimo anno e mezzo: nonostante l’ultima sconfitta del Diavolo risalga a quel famoso 22 aprile 2024, l’Inter continua ad avere la meglio sulla lunga distanza, chiudendo sistematicamente davanti ai rossoneri in campionato.

Adesso, per Chivu, ci sono nuovi rebus tattici da risolvere, in attesa del ritorno del capitano Lautaro Martínez. Nel frattempo, Amorim, sulle ali dell’entusiasmo, si coccola il suo nuovo gioiello.

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