Alghero: La brezza marina di Maria Pia incontra l’ironia acuta e raffinata della canzone d’autore romana. Nella serata di venerdì 21 agosto 2026, l’Anfiteatro Ivan Graziani ha ospitato una delle tappe più attese dell’Alguer Summer Festival: il concerto di Fulminacci, sbarcato nell’Isola con il suo tour estivo “Fulminacci All’Aperto 2026”.
Il cantautore romano non si è limitato a eseguire il proprio repertorio, ma ha saputo dominare la scena trasformando l’anfiteatro in un grande salotto all’aperto. Fin dalle prime note, Filippo Uttinacci ha mostrato una padronanza del palco impeccabile, muovendosi con naturalezza tra momenti di travolgente pop-rock e pause più intime e acustiche.
A fare la differenza è stato il rapporto viscerale instaurato con la platea. Fulminacci ha scherzato con i fan delle prime file, raccolto battute, improvvisato siparietti e dimostrato quella spontaneità che lo rende uno degli artisti più empatici della nuova scena italiana.
L’interazione non è mai apparsa costruita: tra un brano e l’altro, il pubblico di Alghero ha cantato a memoria ogni strofa, accompagnando l’artista in un crescendo di energia e complicità.
Il momento più toccante della serata è arrivato quando il cantautore ha fermato la musica per regalare un omaggio speciale alla terra ospitante. Con il suo stile inconfondibile, che fonde dolcezza, arguzia e un pizzico di ironia, Fulminacci ha recitato una poesia composta di suo pugno dedicata alla Sardegna.
Nel testo, l’artista ha citato simboli ed elementi tipici dell’identità sarda, tra cui “la bottarga, la lettera U ma soprattutto il concetto di un’isola nella quale il tempo resta fermo per fare modo di godere della vita lenta che si respira tra le terre del sandalo italiano”, strappando risate e applausi di affetto da parte degli spettatori presenti.
Un concerto completo e maturo che conferma il talento di un artista capace di far ballare e riflettere con la stessa disarmante semplicità. Alghero porta a casa una notte di grande musica, unita da un abbraccio sincero tra Roma e la Sardegna, offrendo un finale energico, con alcuni dei suoi più classici rivisitati, come ad esempio il brano “Tommaso” presentato in una veste punk rock, terminando poi il live con la celebre “Stupida Sfortuna”.
Articolo di Salvatore Marceddu