Tu vuò fa l’americano?!

La terza tappa di questo motomondiale 2026 sul circuito di Austin ha regalato un weekend segnato da cadute rovinose e inaspettate, ma con una certezza non da poco: l’AprilIa fa davvero sul serio e non ha intenzione di nascondersi. Il team di Noale esce dalla tappa americana con la seconda doppietta consecutiva, la prima nella storia della scuderia, con uno strepitoso Marco Bezzecchi sugli scudi a precedere il compagno di squadra Jorge Martin. È ufficiale: l’AprilIa vola e lo fa ovunque, una doppietta arrivata su un tracciato lungo, tortuoso e ostico, per le caratteristiche della RS-GP26, che ha risposto bene alla prova del nove, che secondo alcuni avrebbe fatto perdere certezze all’AprilIa. A chiudere il podio, invece, uno splendido Pedro Acosta che non si perde e mantiene, nel caos generale, una costanza impressionante sia al sabato che alla domenica. Un antipasto del grande stato di forma Aprilia è arrivato nella sprint del sabato con Jorge Martin in versione Martinator, che partito sesto è riuscito a sfruttare il caos che si è creato attorno a lui, guadagnandosi una vittoria che, vedendo lo stato di forma attuale, era solo questione di tempo. Nonostante la beffa nel giro finale, Pecco Bagnaia, secondo, torna a farsi vedere lì nei posti che gli competono, dopo un inizio di 2026 poco esaltante con una gara sprint notevole rovinata solo dalla crisi di gomme che l’ha colpito nelle fasi cruciali della gara del sabato. Tanti protagonisti inusuali nella sprint, anche per via di clamorosi ritiri, uno su tutti quello del “padrone” di casa ad Austin, Marc Marquez. Lo spagnolo già poco brillante dalle prove del venerdì parte e stende un Di Giannantonio partito male dalla pole position, compromettendo fortemente il prosieguo del weekend. Alla domenica, complice il long lap penalty da scontare per via del contatto con Di Giannantonio, il cabroncito termina quinto senza grandi sussulti, mostrando come Ducati, 12 mesi dopo il dominio firmato dai fratelli Marquez, sia ancora alla ricerca della formula perfetta per riuscire a ricucire il gap con Aprilia. Anche per Bagnaia una domenica strana: partito bene e poi, sulla lunga distanza, non ha inciso, lasciandoci col dubbio che il secondo posto del sabato fosse solo un’illusione, con la moto di Borgo Panigale competitiva in tutto ma mai brillante. Oltre ai soliti noti, va fatta una menzione d’onore per Ai Ogura, perché il pilota giapponese ha brillato dimostrandosi il più veloce in pista in alcune fasi del gran premio e lottando per il podio prima che il cambio della sua moto lo tradisse.  Ora ci aspettano 4 settimane di pausa visto lo spostamento causato dai conflitti in Medio Oriente del Gran Premio del Qatar, e la motogp si ferma con un’Aprilia formato panzer che non ne vuole sapere di fermarsi e con gli altri ad inseguire per cercare di contrastare la moto del team di Noale.


Commenti

Lascia un commento