Il Milan è fuori dalla lotta scudetto, quelle poche incertezze rimaste riguardo al destino della corsa al primo posto dopo la vittoria della stracittadina sono state brutalmente smentite e chiuse in una cassaforte fatta dall’acciaio più resistente che ci sia.
I rossoneri, che viaggiavano sul carro dell’entusiasmo post derby, hanno dovuto fare i conti con un reality-check crudele sul prato dell’Olimpico a tinte biancocelesti, con un assetto progettato da Allegri diverso dal solito, più alto e aggressivo. Il messaggio sembrava chiaro fin da subito: la solita storiella del corto muso e del chiudersi nella propria area nella speranza che si apra uno spiraglio per ripartire ha stufato, bisogna attaccare fin dal primo minuto e mettere alle strette la Lazio. Gli uomini di Sarri sono stati capaci di non cedere alle intimidazioni e di organizzare il loro gioco: attaccare gli esterni in palese difficoltà e lanciare palloni intenti a scavalcare la difesa. Così il piano di gioco di Allegri, come il carro di Icaro, si è sciolto. L’allenatore livornese, dopo diversi brividi nei primi 20 minuti di gioco, non fa in tempo a capire che in fin dei conti i suoi ragazzi non sono adeguati per coprire le ripartenze avversarie e al 26’ Isaksen approfitta della dormita di Estupiñan e batte Maignan per il gol che deciderà la gara.
Il Milan continuerà ad attaccare per tutto il resto della partita, continuando a prendersi tanti rischi; ma più passeranno i minuti, più l’idea che quello che si è visto in campo al derby non era la regola, bensì l’eccezione, diventa più concreta. Così la Lazio, che si è dimostrata tanto spietata quanto vogliosa, non delude il pubblico che è tornato a riempire lo stadio come non si vedeva da tempo, conquistando tre punti più pesanti per il morale che per la classifica.
I rossoneri, come uno studente universitario che si giostra tra le stazioni della metropolitana della frenetica Milano, si sono visti passare davanti l’ultimo treno dell’anno che andava in direzione Scudetto, vedendo i cugini dall’altra sponda del Naviglio che, nonostante il brivido procurato dall’Atalanta sabato pomeriggio, possono cominciare a stare tranquilli e godersi gli ultimi due mesi di campionato come un bambino durante le vacanze estive.
Se si parla di brividi, ora per il Milan si fa ancora più tosta, perché guai a pensare che la fine della lotta al campionato potesse mettere fine alle emozioni e agli spaventi che il calcio sa regalare: dietro il Napoli si è riavvicinato col coltello tra i denti e un McTominay in procinto di recuperare la forma fisica al 100% dopo lo stop procurato a febbraio. La Juventus sembra aver trovato finalmente la formula giusta per la vittoria con la valorizzazione di Boga, paradossalmente l’acquisto più azzeccato fatto dai bianconeri in questa stagione, ma ciò che scuote di più l’ambiente milanista è che queste squadre sono ancora da affrontare nel girone di ritorno, una a Napoli e l’altra al Meazza, quindi il calendario urla ai famigerati scontri diretti, quelli che il Milan ha dimostrato più volte di poter vincere, ma in una parte di campionato in cui le incertezze danno la sensazione di poter andare e venire senza seguire uno schema logico, forse la cosa più giusta da fare è cancellare l’episodio Lazio e ritornare a lavorare in serenità.

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