Bentornati alla settimana santa del festival dei fiori (come cantava Sergio Caputo nel suo celebre brano “Sabato Italiano”), la Settimana di Sanremo.
Anche quest’anno avremo il piacere di raccontarvi alcuni degli episodi che hanno lasciato il segno (nel bene e nel “male”) nella storia delle edizioni del festival della canzone italiana.
Senza ulteriori indugi e inutili presentazioni, cominciamo col raccontarvi, quella che è stata forse l’edizione più disastrosa del Festival, quella del 1989, tenutasi dal 21 al 25 Febbraio di quell’anno.
Il primo “imprevisto” se così si può definire, si presentò ancor prima della prima messa in onda. In principio, per il trentanovesimo Festival di Sanremo, l’organizzazione aveva affidato la conduzione al comico e attore Renato pozzetto, che sarebbe stato poi accompagnato da quattro giovani valletti, figli e parenti di alcuni personaggi di spicco del mondo dello spettacolo, ossia: Rosita Celentano (figlia di Adriano Celentano), Paola Dominguin (sorella di Miguel Bosè), Danny Quinn (figlio di Anthony Quinn) e Gianmarco Tognazzi (figlio di Ugo Tognazzi). Rinominati poi dai media “Figli D’arte”.
Ma a poche ore dall’inizio del Festival, il comico milanese decise di ritirarsi, lasciando così l’organizzazione orfana di conduttore e costretta a correre ai ripari. Tentarono quindi di contattare altri autori e conduttori, così vennero contattati Pippo Baudo, Enrico Montesano, Renzo Arbore e Loretta Goggi, ma nessuno di loro accettò l’incaricò poiché era rimasto poco tempo per prepararsi. La scelta dovette quindi ricadere sui cosiddetti “Figli D’arte”.
Piccola curiosità: Venne contattato un altro ragazzo anche lui figlio di un famoso attore, per fare il quinto presentatore, ma decise di rifiutare l’invito. Si trattava di Christian De Sica.
La conduzione si rivelò presto un fallimento vista la mancanza di esperienza dei quattro ragazzi, collezionarono una gaffe dietro l’altra come pronunce non corrette degli artisti in gara, pause troppo lunghe da diventare imbarazzanti, scambiarono più volte il nome di un artista con quello di un altro partecipante, non riuscivano a rispettare i tempi di ognuno di loro fino a parlarsi uno sopra l’altro.
Tutto questo ovviamente fu accolto da moltissimi fischi da parte del pubblico, così come non mancarono le critiche e addirittura chi decide di andare via dall’Ariston dopo pochi minuti dall’inizio della puntata.
Ma i disastri non si risparmiarono di certo alla prima puntata, perché durante tutta l’edizione ci fu una gestione del partner pubblicitario alquanto ripetitiva e a tratti invadente, ad ogni cambio palco veniva ripetuta sempre lo stesso slogan del prodotto, finchè ancora una volta il pubblico dovette reagire con fischi e indignazione per la cattiva amministrazione della scaletta di gara.
Quell’anno tra gli ospiti internazionali furono invitati artisti del calibro di Ray Charles ed Elton John per esibirsi sul palco dell’Ariston e, come accadde con Freddie Mercury qualche anno prima, i due artisti si esibirono in playback, ma l’esibizione di Elton John venne smascherata subito dopo che partirono applausi e fischi, non dal pubblico ma dagli impianti audio, la traccia registrata apparteneva ad un suo famoso concerto tenutosi in Australia.
Come ospite successivo il programma prevedeva l’intervento satirico dell’allora comico Beppe Grillo, che nonostante tre anni prima fosse stato allontanato dalla Rai per la sua satira politica pungente, riuscì a tornare sul palco dell’Ariston. Decise però di usare il suo spettacolo per puntare il dito contro l’organizzazione e la gestione del Festival e fare le sue solite battute sul governo, finendo per essere una volta per tutte allontanato dalle sedi della Rai.
Ma fortunatamente non è tutto fango quel che piove, perché quell’anno comunque la musica non è di certo mancata, l’edizione del 1989 viene ricordata anche e soprattutto per il ritorno, dopo una lunga assenza dai riflettori per via delle dicerie sul suo conto, di Mia Martini sul palco e sulle classifiche col celebre brano “Almeno tu nell’universo”, che le valse il premio della Critica.
Il primo premio se lo aggiudicarono Anna Oxa e Fausto Leali col brano “Ti lascerò”, un titolo più che calzante per quella che è stata la trentanovesima edizione, un disastro da lasciare ai ricordi, una gestione del Festival da lasciare ad un’altra organizzazione, la stessa che prese in mano le redini delle successive edizioni proprio durante la settimana di Sanremo del 1989.

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