THE ONLY THING MORE POWERFUL THAN HATE IS LOVE

Unione, fratellanza, volersi bene. I quindici minuti più importanti dell’industria musicale non sono stati progettati come uno show, Benito Antonio Martinez Ocasio ha voluto prendersi quel quarto d’ora per insegnare, per aiutare centinaia di milioni di persone a riflettere. Ha senso odiarsi? Ha senso creare delle divisioni? In un clima politico più teso che mai negli Stati Uniti, tra le mille critiche alla scelta da parte della NFL di far esibire un artista latino al halftime show del Super Bowl, Bad Bunny è riuscito a mettere d’accordo tutti per qualche istante, tranne chi non ha il coraggio di aprire gli occhi. La sua non è stata una vera e propria esibizione canora, ma un racconto dalle mille sfaccettature, partendo dal ritmo frenetico di Titì me preguntò, passando alla rivisitazione di “Die with a smile” insieme all’invitata speciale nonché artista preferita di Bad Bunny Lady Gaga, chiudendo con la commovente “Debí tirar más fotos” inseguito dalle bandiere di tutti i paesi che compongono i continenti americani al grido di “tutti insieme siamo l’America”.

Quindici minuti di spensieratezza che hanno regalato leggerezza a tantissime persone, ma che non sono stati esenti da critiche dall’ufficio ovale della Casa Bianca: “uno dei peggiori halftime show di sempre. Un affronto alla grandezza dell’America che non rappresenta gli standard di eccellenza, creatività e successo di questo paese”. Una dichiarazione che per molti ha avuto il sapore di un vano tentativo di gettare fumo negli occhi degli oppositori, come a voler nascondere i sentimenti espressi da questa esibizione. Probabilmente era proprio questo che intendeva dimostrare l’artista portoricano, quando ha fatto comparire sul maxi schermo del Levi’s Stadium la scritta “l’unica cosa più forte dell’odio è l’amore”, le persone possono criticare ed essere negative riguardo il suo sentirsi latino e americano nello stesso momento, ma finché dall’altra parte esisterà sempre unione e amore nessuna dimostrazione di cattiveria potrà scalfire la bontà di questo mondo. Un messaggio che è risuonato in tutto il mondo, trasformando un semplice spettacolo sportivo in un momento di riflessione collettiva. Bad Bunny non ha cercato di stupire con effetti speciali o coreografie mastodontiche, ma ha scelto di parlare al cuore delle persone. Mentre le bandiere sventolavano sotto il cielo della California, il pubblico ha percepito la potenza di una verità semplice: la musica può unire laddove la politica divide, l’arte può creare ponti dove la società continua a erigere muri.

Nonostante le critiche, il pubblico ha decretato il successo di questo halftime show. I commentatori sportivi e musicali hanno sottolineato come il coraggio di Bad Bunny abbia aperto un precedente importante: utilizzare uno degli spazi mediatici più prestigiosi al mondo non per autopromuoversi, ma per lanciare un messaggio di fratellanza e consapevolezza. In un’epoca dominata da divisioni, complotti e fake news, la sua voce si è alzata come un inno alla speranza.

Il dibattito acceso dalle parole della Casa Bianca ha finito per amplificare l’impatto dell’esibizione. Innumerevoli editoriali hanno difeso l’artista, ricordando che l’America non è fatta solo di grattacieli e bandiere a stelle e strisce, ma di una moltitudine di culture, tradizioni e storie intrecciate. Nel rifiuto di questa verità si nasconde la paura del cambiamento, la stessa paura che l’arte cerca di combattere con gesti semplici ma potenti.

A distanza di poche ore dalla chiusura del Super Bowl, i dati di ascolto delle sue canzoni sono schizzati alle stelle, ma il vero trionfo non si misura in numeri. Si percepisce nei messaggi lasciati dai fan, nei commenti di chi ha trovato in quei quindici minuti un motivo per credere ancora nella possibilità di un mondo più giusto e compassionevole.

Bad Bunny ha trasformato il palcoscenico del Levi’s Stadium in un’aula di vita, dove al centro dell’attenzione non c’erano trofei o record, ma valori universali: amore, rispetto, unione. E se l’arte ha il compito di farci riflettere e migliorare come persone, allora questo halftime show ha raggiunto il suo scopo più alto.


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