CHE SPETTACOLO INTER E NAPOLI: NE VOGLIAMO ANCORA

Un’abbuffata di calcio espresso bene, ritmi alti e grandi giocate alternate a momenti di alta tensione: Inter e Napoli hanno tirato su un grande spettacolo sotto i riflettori di San Siro, spiegando a tutti con grande chiarezza perché sono le squadre che hanno vinto quattro degli ultimi cinque scudetti.

Chiunque abbia fatto la saggia scelta di restare incollato alla TV domenica sera, non avrà pensato neanche per un secondo di staccarsi, ipnotizzato da una velocità di gioco forsennata che in Serie A non si vedeva da tanto, tant’è che a momenti sembrava di assistere a una partita di Premier League conciliata dai tatticismi che contraddistinguono gli allenatori del nostro campionato. 

Una sfida strutturata come un’opera teatrale, divisa in quattro capitoli: il primo racconta di un Napoli che comincia la partita in modo aggressivo, rimane alto a pressare la costruzione dal basso dei nerazzurri, crea occasioni e cerca di non far respirare gli uomini di Chivu, ma è una trama che viene subito stravolta dopo nove minuti, quando alla prima ripartenza buona dell’Inter Dimarco insacca col suo sinistro magico sbloccando subito la partita. Da qui inizia un nuovo capitolo, il Napoli subisce il contraccolpo, e i padroni di casa non si fanno pregare due volte e prendono il controllo dello spartito. La sensazione è che il Napoli rischi seriamente di prendere un’imbarcata, con un’Inter che vola sulle ali dell’entusiasmo del gol. Si percepisce ancora nell’aria di Milano quell’odore di dente avvelenato che è nato col testa a testa per lo Scudetto 24/25 e che si è accentuato dopo la sconfitta bruciante dell’andata: i nerazzurri vogliono travolgere i loro nuovi rivali con tutta la rabbia repressa di questi ultimi mesi conditi da pesanti insuccessi.

Al 26’ arriva però il secondo colpo di scena della serata: il Napoli, dopo aver respinto tutti gli attacchi destinati al raddoppio del vantaggio, riesce allo scoperto, costruisce e alla prima buona occasione, buca la linea difensiva interista ed Elmas non può far altro che trovare davanti alla porta il Signor Winston Wolf a tinte azzurre, Scott McTominay, che ancora una volta risolve i problemi del Napoli e pareggia la partita. Da qui si va a riposo e si ritorna in campo con un ritmo leggermente più blando rispetto a prima, bisognerà aspettare il minuto 67 per poter aprire il terzo capitolo.

Azione un po’ casuale dell’Inter che porta però a due conclusioni pericolose, prima di Dimarco e poi di Bastoni. Ciò che nessuno vede sul momento è un pestone leggermente in ritardo di Rrahmani ai danni di Mkhitaryan, Doveri viene richiamato al VAR e a quel punto sanzionare l’intervento diventa inevitabile, rigore e da qui nasce la tragicommedia firmata Antonio Conte: bottiglietta calciata al secondo anello rosso che gli costa l’espulsione e confronto a muso durissimo col quarto Colombo, il quale accenna a un lievissimo sorrisino. Conte lascia il campo tra i fischi assordenti dei suoi ex tifosi urlando “vergognatevi!”. Dopo cinque minuti si ristabilisce la calma, Chala trasforma con un bacino al palo e l’Inter ritorna davanti.

Da qui sembra nuovamente finita la partita, ma al minuto 81, in un’azione con delle circostanze che ricordano tanto l’ultima finale di Champions tra PSG e Inter, Mr. Wolf risolve ancora i problemi, Scott McTominay appoggia in porta dopo che Noa Lang ha bruciato Barella sul tempo, tenuto in campo un cross sporcato e rimesso il pallone in gioco per lo scozzese: 2-2.

E 2-2 finisce, un match pirotecnico che trova nel pareggio e nell’equilibrio una verità: nessuno ha dimostrato di prevalere, dividersi i punti è il risultato più corretto.

Menzione d’onore all’arbitro Doveri che ha tirato fuori dal cilindro una grande prestazione in un momento delicatissimo per gli arbitri italiani, in parte è grazie a lui se ci siamo divertiti così tanto domenica sera. Il gioco ha filato liscio, pochi falli e ritmo fluido.

Peccato non poter avere altre occasioni di vedere Inter e Napoli battersi in campionato, ne vogliamo di più e confidiamo nelle altre squadre e negli altri arbitri nel corso di questa stagione di avere meno paura e più cattiveria negli approcci alle partite, questo movimento ha tanto bisogno di tornare a divertire e divertirsi.


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