SALVATE IL SOLDATO TRAPANI


L’Italia è un paese che fa dell’esportazione dei prodotti uno dei suoi punti di forza, non si può dire lo stesso della pallacanestro nostrana. Il batti e ribatti che sta andando in scena negli ultimi mesi tra la Federazione Italiana Pallacanestro e il presidente della Trapani Shark ha scavalcato con grande margine i limiti della vergogna in questi giorni. Ci sono giocatori senza paga che vengono rimbalzati da una parte all’altra dell’Europa per evitare che il proprio “capo” si becchi l’ennesima sanzione salatissima, scatenando però l’indignazione di tutti gli appassionati di basket italiani e non, che hanno visto cinque ragazzi senza cambi, con tanto di nastro adesivo sulle spalle per poter coprire e riutilizzare le canotte con stampati sui nomi degli ormai ex giocatori, giocarsi un play-in di Champions League contro l’Hapoel Holon. La storia della partita è breve, si racconta solo per dovere di cronaca: interruzione a 3:05 dalla fine del primo quarto sul risultato di 38-5 per gli israeliani perché i giocatori di Trapani sono semplicemente finiti. Ebbene sì, dopo sette minuti di gioco la squadra siciliana si è ritrovata, tra infortuni e esclusioni per falli, con il solo povero Francesco Martinelli in campo e ha deciso di ritirarsi. Il presidente Antonini ha poi spiegato il motivo che si nascondeva dietro la decisione di voler giocare la partita: la FIBA lo aveva minacciato con una grossa multa da 600.000 euro. La sanzione sarà stata evitata, ma l’immagine del movimento cestistico italiano è stata presa, accartocciata e buttata nel fango per poi essere esposta nella piazza del basket mondiale ed essere derisa da tutti. Le immagini stanno facendo il giro del mondo, tutti quanti si stanno finalmente accorgendo della situazione surreale che sta vivendo questo sport nel nostro paese, perfino la ESPN, la più grande emittente sportiva statunitense, ne ha parlato. 

Così tutti i riflettori della palla a spicchi sono puntati sul nostro Paese e non per mettere in risalto una bella storia da raccontare, ma per evidenziare come per l’ennesima volta in Italia siamo abituati a gestire le situazioni delicate con estrema superficialità. E la colpa non è tutta di un presidente dalle idee scellerate con comportamenti che spesso rasentano il ridicolo, ma anche di chi, ai piani più alti della federazione, ha permesso che tutto ciò accadesse quando il Trapani salì in A1, per poi procedere a lavarsene le mani e rigirare tutto a modo proprio. È un continuo nascondere la polvere sotto il tappeto, l’unico problema è che tutta questa polvere è stata raccolta in una polveriera apposita pronta ad esplodere e a creare una crepa profondissima nel tessuto del basket italiano.

Nella speranza che qualcuno arrivi con una grossa scialuppa di salvataggio per salvare la nave Trapani che continua ad affondare in un pozzo di vergogna senza fine, è importante dare il merito, se così si può dire, ai cinque ragazzi che ci hanno messo la faccia e che ora stanno facendo il giro del mondo: i due “veterani” Alessandro Cappelletti e Riccardo Rossato, il giovane Fabrizio Pugliatti, ma soprattutto i due ragazzini Luigi Patti (18 anni) e Francesco Martinelli (17), il primo inserito nelle rotazioni da poco per mancanza di organico e il secondo ritrovato catapultato da un giorno all’altro dall’under 19 a una partita di Champions League da titolare, con una canotta più grande della sua taglia, senza nome sulle spalle e costretto a terminare la partita con largo anticipo per causare il ritiro di Trapani dalla partita.

Ci auguriamo, per amore di questo sport e del movimento italiano, che la situazione venga risolta il prima possibile e che venga messa fine a questa enorme farsa per rispetto dei giocatori rimasti, dei tifosi della Shark e di tutte le squadre del campionato.


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