Un flipper impazzito, un elettrocardiogramma che fa su e giù, è questa la Juve di Spalletti che potrebbe fare dell’imprevedibilità il suo marchio di fabbrica. Domenica sera al Dall’Ara è arrivata quella vittoria dal peso specifico in grado di far pensare che non tutto è andato perduto in questa stagione già travagliata, in un campo difficile e contro un Bologna che si fa forza dei successi in campo europeo e che continua a guadagnarsi lo status di realtà solida del calcio nostrano. Ma la Juventus ha imparato dagli errori delle ultime uscite, evitare le aggressioni dell’avversario e non farsi prendere dal panico era d’obbligo per poter tornare a Torino con tre punti in più in classifica e rialzare la testa per riaggiustare il tiro verso l’obiettivo stagionale. Il Bologna di Italiano ha provato a seguire il suo solito copione: controllo del campo e del ritmo della partita, ma la fase difensiva bianconera ha resistito in maniera decisa agli attacchi di Orsolini e compagni, stravolgendo la trama del match e riequilibrando le carte in tavola. Poi il lampo: Yildiz ha problemi ad avvicinarsi alla porta e concludere? Nessun problema, il turco sa anche inventare i gol per i compagni e questa volta è la testa di Cabal la fortunata a mandare in porta il pallone, che entrato in campo da 3 minuti, sblocca il risultato per timbrare il suo secondo gol in campionato. Ma la vera mossa Spallettiana per mettere alle strette Italiano è l’ingresso di Openda al posto di David, ancora in difficoltà in campo realizzativo: il francese sembra un leone dotato di freddezza glaciale, riesce ad essere aggressivo senza farsi travolgere dagli impulsi. L’ex Lipsia fa sempre la scelta giusta e al 69’ si inventa la giocata che mette in cassaforte la partita: sfugge alla marcatura di Heggem d’astuzia e si fa atterrare al limite dell’area con un fallo da ultimo uomo provocando l’espulsione del difensore norvegese. Da quel momento il Bologna, senza un difensore, è costretto ad attaccare con cautela e la Vecchia Signora riesce a difendersi con organizzazione e senza brividi non calcolati. Spalletti e i suoi uomini tornano a Torino con un aumento di fiducia non indifferente e con la consapevolezza che per i prossimi 30 giorni il calendario si alleggerirà (solo uno scontro diretto contro la Roma nei prossimi 6 impegni), perciò per i bianconeri sarà cruciale fare più punti possibili per restare aggrappati al treno chiamato Champions, con un occhio di riguardo anche a chi sta più in alto, perché la stagione è lunga e non è ancora troppo tardi per continuare a sognare in grande. Spalletti adesso ha l’opportunità di poter calcare ulteriormente la sua mano sulla squadra e prendersi più tempo per capire bene a dove può ambire la sua Juventus, tra infortuni, voci di mercato e notizie societarie che portano un po’ di insicurezza.

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