INTER AFFAMATA: CHIVU SURCLASSA FABREGAS E RIPORTA IL COMO COI PIEDI PER TERRA

Luci a San Siro, si credeva potessero illuminare una partita combattuta tra due squadre che giocano bene, ma così non è stato, o meglio, il Como ha dato l’impressione di potersela giocare alla pari con i nerazzurri per un tempo e poco più, ma il crollo totale dopo il raddoppio di Thuram ha messo più di un dubbio sulle vere ambizioni di questa squadra. D’altro canto, l’Inter quando vuole incanta, è bella da vedere, è un macchinario con gli ingranaggi ben oliati che funziona in maniera ottimale. Chivu è arrivato ad Appiano Gentile con le intenzioni “gattopardesche” di non voler stravolgere nulla del lavoro di Inzaghi, ma proseguirlo e lasciare una sua impronta: risultato? Un punto di distacco dalla vetta del campionato e quattro vittorie su cinque nella league phase della Champions. Lautaro, nonostante il continuo digiuno nelle grandi partite, sta trovando la rete con più continuità, i dati parlano chiaro: è uno dei migliori tiratori di prima al mondo, quando il Toro fa il suo solito movimento a staccarsi dal difensore per ricevere palla in area diventa una sentenza, chiedere anche al Pisa di due giornate fa. Tra i miglioramenti dell’era Chivu c’è da sottolineare la fase difensiva di Bastoni, il nuovo “difensore italiano dell’anno” è diventato una muraglia che cammina (31 duelli vinti in stagione), sostenuto anche dal solito Acerbi e dalla new entry Akanji che in Serie A ci ha messo poco ad ambientarsi, inserendosi subito nelle grazie dell’allenatore rumeno. Nota di merito anche per l’altro neo acquisto della difesa Luis Henrique, spesso criticato nella prima fase della stagione, ma ha saputo rispondere a tono fornendo una bella prestazione sabato sera, contribuendo anche all’azione del primo gol col suo inserimento e assist per Lautaro. La partita con il Como è stata un messaggio chiaro e netto a tutte le rivali, i nerazzurri ci sono e si fanno sentire. Adesso inizia un mese delicato: a San Siro arriverà il Liverpool (in crisi profonda e sprovvisto di Salah), si mette da parte la Champions per un mese buono e si vola in Arabia perché c’è una Supercoppa da riscattare dall’anno scorso, quando i nerazzurri, al tempo guidati da Simone Inzaghi, accesero il primo e unico sigaro di Conceição nella sua avventura sulla panchina del Milan, facendosi rimontare un vantaggio di due gol dai cugini. L’Inter ha ampiamente dimostrato che i traumi della scorsa stagione sono acqua passata, i 5-0 e i 2-3 in finale sono stati gettati alle spalle, in campo regna la serenità e l’entusiasmo, con la consapevolezza che, contro i pronostici di inizio stagione, questa squadra può davvero fare qualcosa di importante.


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