Ben tornati al cospicuo appuntamento riguardante il circus della Formula 1, questa volta ospite nella cosiddetta “città dei sogni”: Las Vegas.
Terzultimo appuntamento di questo mondiale 2025, un campionato che continua a regalarci spettacolo e colpi di scena.
Il circuito, ricavato dalle strade cittadine della capitale del Nevada, si presenta come al solito illuminato dai neon che la fanno padrona della vita notturna, luci talmente forti da mandare addirittura in confusione i piloti tanto da non riuscire a distinguere le zone sporche del tracciato, soprattutto in caso di pioggia.
Ma scendiamo in pista e andiamo ad vedere come si son comportate le varie scuderie durante le sessioni di qualifica. Il Q1 inizia letteralmente col botto, asfalto bagnato, poca visuale e Albon che picchia la sua Williams contro il muro causando la bandiera gialla.
Si torna a correre, tutti fanno il loro compitino da fine mondiale, come si faceva a scuola per recuperare le materie, ma non Hamilton, nemmeno questa volta, sarà che le parole di John Elkann avranno fatto rabbrividire pure lui, ma fatto sta che la sua Ferrari numero 44 decide di non andare oltre l’ultima posizione.
In Q2 non succede niente di entusiasmante, ma è in Q3 che si inizia a fare sul serio (come al solito).
Sono tre i piloti che si contendono la pole, a dare inizio alle danze è l’ex pilota del cavallino Carlos Sainz che riesce a conquistare momentaneamente la prima piazzola. Ma viene subito spodestato dal campione del mondo in carica Max Verstappen che registra uno dei suoi soliti giri, cambiando la classifica fino a quando Lando Norris si ricorda che potrebbe ipotecare il titolo iridato e così firma il giro più veloce della sessione, conquistando la pole position.
Questo è il podio che andrà a formarsi sulla griglia di partenza per la gara: Norris, Verstappen e Sainz, seguiti subito dalla Mercedes di Russel, Piastri in pessima forma psichica, Lawson, Alonso, Hadjar, Leclerc che ha provato subito a registrare il suo giro veloce, ma i problemi della Ferrari si conoscono e così riesce a piazzare la sua numero 16 solo in nona posizione.
Conclude la top 10 Gasly e il suo solito miracolo nel portare l’Alpine fino alla fine.
La domenica la gara inizia come al solito: Norris sbaglia la partenza, tenta di chiudere Verstappen sul muro ma finisce per andare lungo alla prima curva, perdendo così la posizione sia sull’olandese prima e su Russel poi, scendendo in terza posizione davanti a Sainz.
Le retrovie invece sono scenario di battaglie, contatti e false partenze.
Bortoleto sbaglia il tempo di frenata e va a colpire l’Aston Martin di Stroll fino a carambolare sull’Alpine di Gasly, causando il ritiro del canadese dalla corsa. Verso il sedicesimo giro Kimi Antonelli verrà penalizzato di cinque secondi per aver falsato la partenza.
La gara prosegue senza troppi colpi di scena, Hamilton avanza sempre di più lungo la classifica allungando di posizione in posizione. Mentre Leclerc si rende protagonista di alcune battaglie per il quarto posto, sfruttando gli errori di gestione di Piastri e l’inesperienza di Isaak Hadjar.
Ma verso metà gara ecco che torna ad esplodere il talento difensivo del rookie italiano Antonelli, nonostante una penalità da scomparsa, il bolognese non si fa influenzare e scrive una gara come se impugnasse la penna dell’esperto, protegge il quarto posto contro un rivitalizzato Oscar Pilastri giro dopo giro, fino a portarlo all’ennesimo errore, errore che Leclerc questa volta non riesce a sfruttare.
La gara termina al cinquantesimo giro, quando Max Verstappen, dopo aver corso una gara in completa autonomia, taglia il traguardo davanti a Lando Norris, autore di una gara basata sulla gestione per evitare errori e inconvenienti che potrebbero compromettere la corsa al suo primo titolo iridato. Seguono poi Russel, Antonelli, Piastri, Leclerc, Sainz, Hadjar, Hulkemberg e Lewis Hamilton, a completare la zona punti.
Ma i colpi di scena non finiscono qui, anzi, proprio dopo la fine della gara, dopo i vari festeggiamenti e le premiazioni, una notizia squarcia il cielo stellato di Las Vegas in casa McLaren.
I commissari di gara hanno notato un’irregolarità nelle autovetture papaya: Il plank (la piastra di legno posta sul fondo delle monoposto) presenta un consumo eccessivo e così la FIA si vede costretta a squalificare i due piloti Piastri e Norris dalla gara, annullando il punteggio guadagnato nella gara appena conclusa.
Ora Max Verstappen può seriamente pensare di poter conquistare il mondiale, trovandosi a soli ventiquattro punti dalla vetta momentaneamente occupata dall’inglese numero 4.
Riuscirà l’olandese a completare questa assurda rimonta? Norris, riuscirà a mantenere i nervi saldi fino all’ultimo giro di Abu Dhabi?
Niente è ancora sicuro, ma quel che è certo è che stiamo assistendo ad un finale di mondiale acceso e da trattenere il fiato, proprio come piace noi appassionati di questo sport.
Ci vediamo in Qatar per il penultimo round, sperando di vivere ancora emozioni così folli.
Alla prossima.

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