FORMULA 1: GP DEL BRASILE

Il circus della Formula 1 torna in Brasile per affrontare uno dei circuiti più storici e stoici della storia di questo sport, Interlagos.
Il tracciato di Sao Paulo è sempre stato protagonista di gare mozzafiato nel corso dei 75 anni della classe regina del Motorsport su quattro ruote, rendendole leggendarie, come ad esempio la rimonta di Hamilton nel 2021 nella stagione in cui si è giocato il mondiale con Verstappen fino all’ultima gara, sempre Hamilton che vinse il mondiale nel 2008 agguantando quella quinta posizione necessaria per vincere il titolo contro Massa, Vettel campione del mondo nel 2012 contro Alonso, Senna che riuscì finalmente a vincere nel gran premio di casa nel 1991, dopo un guasto al cambio negli ultimi giri e, infine, Kimi Raikkonen che si laureò campione del mondo con la Ferrari nel 2007 al suo primo anno con la rossa dopo l’addio di Schumacher.
Insomma, un circuito che ha scritto la storia di questo sport e che in un certo senso ha scritto anche quello della Ferrari, certo, non sempre positivo, anzi.
Come spesso accaduto in passato, Interlagos è famoso anche per via del meteo incerto, infatti anche questo weekend, l’asfalto brasiliano si è presentato in condizioni asciutte, poi umide, poi bagnate e poi nuovamente umide. Si può dire che la pioggia sia stata la vera protagonista di questo gran premio, soprattutto durante la sprint Race.
Ma scendiamo in pista. Le qualifiche valide per la gara del sabato vedono un solito e solido Lando Norris che conquista una pole position alquanto sudata contro uno strabiliante Kimi Antonelli, l’italiano della Mercedes si piazza secondo dopo aver segnato un giro da veterano delle quattro ruote scoperte. Dietro di lui si piazza un apparentemente ritrovato Oscar Piastri, poi Russel e Alonso. Verstappen strappa solo un sesto posto, la sua Red bull questo weekend non è in forma e sembra anche il pilota Olandese possa fare granché per rimetterla in traiettoria. Le Ferrari invece, dopo la dose di ottimismo ottenuta in Messico, in Brasile non trovano la quadra, tracciato non è consono alle caratteristiche della SF-75 e i due piloti di Maranello riescono a racimolare solamente un ottavo posto con Leclerc e un undicesimo con Lewis Hamilton in vista della gara corta.
Il sabato pomeriggio è finalmente giunto, la pioggia che nelle ore precedenti ha inondato il circuito è finalmente cessata, ma ha lasciato comunque il manto stradale molto umido.
La Sprint Race comincia e per i primi giri la gara sembra tranquilla, le monoposto girano senza grandi mosse, le Ferrari riescono  a conquistare qualche posizione alla partenza, ma ecco che durante il sesto giro viene sventolata la prima bandiera gialla. Oscar Piastri va in testacoda picchiando contro le barriere dopo essere passato sul cordolo in cui era presente un’eccessiva quantità di acqua, così il pilota Australiano si vede costretto al ritiro ancora una volta, sembra non esserci pace per il secondo pilota della McLaren. Nello stesso giro e nello stesso punto e per lo stesso motivo, durante il regime di Safety Car qualche secondo dopo escono di pista anche la Sauber di Hulkemberg e la Alpine di Colapinto, a ritirarsi sarà solamente il pilota argentino.
Si scoprirà poi che l’acqua accumulata su quel punto specifico della pista è stata causata dal passaggio di Norris e dal funzionamento impeccabile del drenaggio della pista.
La gara riprende al nono giro, dopo la sospensione per la bandiera rossa, le Ferrari si trovano momentaneamente in sesta e settima posizione, rispettivamente con Leclerc e Hamilton e i due piloti Mercedes, Russel e Antonelli lottano per la seconda posizione.
La pista continua ad essere pericolosa per via delle condizioni climatiche, tanto che all’ultimo giro, il pilota di casa Gabriel Bortoleto, tenta un sorpasso azzardato prima della curva ma il suo DRS è ancora aperto, sbaglia la frenata, tocca con l’anteriore sinistra un punto bagnato e va in testacoda, sbatte contro la barriera, taglia tutta la pista mentre si ribalta e si ferma dopo aver picchiato forte contro il muro sotto gli spalti. L’auto è totalmente distrutta per via dei violentissimi botti e per il volo tra uno schianto e l’altro, fortunatamente il pilota riesce ad uscirne illeso.
La Sprint Race termina in regime di bandiera gialla, a conquistare il primo posto è Lando Norris, seguito dalle due Mercedes di Antonelli e Russell.
Non fa in tempo a terminare la gara che si torna subito in pista per le qualifiche della gara principale in programma per la domenica.
I primi due posti se li aggiudicano ancora Norris e Antonelli, ma le sorprese non mancano.
Leclerc riesce a portare la sua Ferrari numero 16 in seconda fila al terzo posto, nonostante le difficoltà della vettura sul tracciato brasiliano, ancora un quarto posto per Oscar Pilastri, seguito da Russel, ottima prestazione da parte delle due Racing Bulls di Hadjar e Lawson, ma soprattutto una qualifica da dimenticare per due campioni come Hamilton e Verstappen che non riescono ad andare oltre il Q1, undicesima e tredicesima posizione per i due veterani. Verstappen partirà dalla pit lane poiché la Red Bull deciderà di sfruttare la brutta qualifica per montare la PU nuova.
La domenica mattina si scatena un vero e proprio diluvio sopra la città di Sao Paulo, tanto da mettere in dubbio la partenza della gara a poche ore dall’inizio, ma fortunatamente smette in tempo di piovere tutto procede secondo i piani.
Alla partenza della gara principale la situazione è alquanto tranquilla, tutti partono bene ma soprattutto ordinati, tranne qualche piccolo contatto nelle retrovie come ad esempio quello tra Sainz ed Hamilton. Dopo qualche curva però è ancora Bortoleto a rendersi protagonista del primo ritiro della corsa, andando in testacoda dopo aver toccato l’erba mentre tenta a un sorpasso su Lance Stroll.
Ma basta a spettare tre giri per vedere il primo colpo di scena. Hamilton cerca il sorpasso ai danni di Colapinto sul rettilineo principale, ma calcola male le distanze e urta la ruota posteriore della Alpine e perde l’ala anteriore, il contatto costa al pilota inglese dieci secondi di penalità e il fondo della vettura danneggiato, così dopo qualche giro, dal box del cavallino rampante comunicano al sette volte campione del mondo di rientrare e ritirare l’auto. E’ il terzo ritiro stagionale per il pilota di Stevenage.
La gara procede sotto il regime di bandiera gialla per via dei detriti lasciati dalla Ferrari numero 44, per poi ripartire all’inizio del sesto giro. La ripartenza però è teatro di un altro episodio di collisione. Piastri vede uno spazio all’interno di curva uno lasciato da Antonelli, prova l’attacco ma il pilota italiano lo chiude con troppa foga e finiscono per toccarsi, la Mercedes del rookie va in testacoda ma finisce per colpire la vettura di Charles Leclerc che stava percorrendo la curva con una traiettoria esterna, causando la rottura della ruota e della sospensione anteriore. Non ci sarà niente da fare per il monegasco, che si troverà costretto a ritirarsi, sancendo così il terzo doppio ritiro della stagione per la Ferrari.
Oscar verrà punito con una penalità di dieci secondi per aver causato la collisione.
Nel frattempo dalle retrovie un ragazzo che non vuole arrendersi e portare avanti la sua impresa di ribaltare il mondiale piloti, sta procedendo con grande passo la sua gara. Partito dalla pit-lane e strappato posizione dopo posizione, Max Verstappen riesce a risvegliare la sua RedBull e a metterle le ali. Giro dopo giro arriva in cima alle posizioni ancora prima di metà gara, da li in poi sarà lui, ancora un volta il protagonista di questa domenica.
Infatti a meno di dieci giri dalla fine, riesce a conquistare la posizione ai danni di George Russell e andare in volata verso il secondo posto occupato dall’altra Mercedes di Kimi Antonelli.
La lotta col rookie italiano inizia tre giri dalla fine, nella quale i due piloti danno spettacolo e lezioni di guida, l’olandese attacca ad ogni curva e sfrutta ogni centimetro della pista per avvicinarsi ed avere l’occasione  giusta, Antonelli invece riesce a difendersi egregiamente come se guidasse una vettura di formula 1 da una vita.
Verstappen non si arrende, ma Antonelli è deciso a prendersi il secondo gradino del podio e lo difende con i denti, fino a quando, finalmente, Mike Shinoda dei Linkin Park non sventola la bandiera a scacchi e il diciottenne bolognese può tirare un sospiro di sollievo con tanta gioia dentro al suo cuore, conquistando il secondo posto davanti al quattro volte campione del mondo e dietro a Lando Norris che mette una grossa ipoteca sul mondiale piloti.
Mancano solo tre gare alla fine di questo campionato mondiale di Formula 1 e salvo imprevisti, sembra che Lando Norris riuscirà finalmente a mettere le mani sul mondiale.
Verstappen ormai non ha più nulla da perdere e la RedBull sembra altalenante, mentre Piastri sembra aver perso la bussola ormai.
Come finirà questo campionato? Lo scopriremo tra poco.
A presto.


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