Il circus della Formula uno fa tappa negli Stati Uniti per l’appuntamento sul circuito delle due americhe ad Austin.
La McLaren si presenta con già il titolo mondiale costruttori in tasca, mentre aspetta di vedere come finiranno i loro piloti Norris e Piastri (momentaneamente al secondo e al primo posto della classifica piloti), questo mondiale 2025 che sembra riaprirsi per i diretti avversari della scuderia di Woking.
Anche per questo gran premio è in programma la sprint race, la gara corta che si svolge il sabato pomeriggio ormai diventato un evento cult di questo sport.
La pista non è favorevole per la Ferrari che ormai è diventata oggetto di scherno e delusione di questa stagione, ma questo fine settimana è riuscita finalmente a farsi sentire con un’ottima prestazione di Leclerc, tanto da portare il pilota monegasco sul terzo gradino del podio davanti al suo compagno di squadra Hamilton.
Ma i veri protagonisti di questo weekend non sono purtroppo (o per fortuna) i piloti in tuta rossa, ma bensì Max Verstappen, Piastri, Norris e la scuderia papaya.
Si, perché il campione in carica olandese ha iniziato una rimonta partita dal gran premio di Monza, dove è riuscito a vincere una gara che lo vedeva sfavorito, per finire le gare successive, fino a domenica scorsa, davanti alle monoposto capitanate da Andrea Stella.
Ed ora, a cinque gare dalla fine, ha la possibilità di riuscire ad agguantare il primo posto, sfruttando il momento di leggerezza dei suoi difetti rivali.
In pista per le qualifiche valide per la sprint race, la griglia di partenza vede Verstappen in prima posizione davanti a Norris, Piastri ed un incredibile Hulkemberg. Mentre le Ferrari in ottava e decima posizione.
La gara corta inizia subito con quel colpo di scena che nessuno si aspetta ma alla quale tutti vorrebbero sempre assistere. Subito alla prima curva la monoposto di Piastri va a colpire accidentalmente l’auto del suo compagno di squadra Norris, così da far ritirare le due Papaya subito dalla corsa. Un periodo di confusione che non sembra finire per il pilota australiano che ancora una volta commette un errore gravissimo, dopo quelli commessi a Baku.
La sprint race continua dopo la safety car e Max Verstappen guida la classifica del GP del Texas disturbato da un affamato George Russell. L’inglese della Mercedes riesce ad insidiare più volte il campione mondiale in carica, ma il pilota Red Bull, come sempre, non si fa intimidire e continua a chiudergli la porta in faccia.
A pochi giri dalla fine, un altro incidente causato dalla Haas di Ocon e l’Aston Martin di Stroll, costringe i commissari di gara a far entrare un’altra safety car, così da spezzare il ritmo della corsa e lasciare solo una manciata di chilometri prima della bandiera a scacchi.
Il sabato vede vincitore ancora una volta Max Verstappen, che aggiunge altri tre punti importantissimi alla sua rimonta, contro uno zero clamoroso delle due McLaren. Seguono poi George Russel in seconda posizione ed un ottimo Carlos Sainz a bordo della sua Williams.
La domenica Statunitense invece si presenta con qualche differenza in griglia. Le uniche posizioni invariate sono le prime due, primo Verstappen e secondo Norris.
In terza posizione invece troviamo una Ferrari rinvigorita guidata da Leclerc, seguito da Russel, Hamilton e Piastri, ancora una volta deludente, ad occupare solo la sesta casella della griglia.
La partenza è subito avvincente con un corpo a corpo tra Leclerc e Norris, dove è il pilota monegasco ad uscirne vincitore di questo primo duello.
Mentre il numero 16 della Ferrari è impegnato nell’inseguimento della Red bull numero 1, al settimo giro arriva la prima safety car della domenica. Sainz frena troppo tardi e colpisce la Mercedes di Antonelli, il pilota spagnolo è costretto al ritiro mentre il rookie italiano riesce a mettere nuovamente la sua monoposto in pista.
Nel frattempo Max Verstappen guadagna secondi su secondi e diventa come al suo solito imprendibile.
Ma le emozioni non mancano perché Hamilton è in lotta col suo ex compagno di squadra Russel, dove il pilota numero 44 riesce ad avere la meglio e passare in quarta posizione. Qualche secondo più avanti invece è Norris a puntare tutto su Leclerc, dove per più di cinque giri il pilota monegasco riesce a difendersi con estrema eleganza e astuzia, fino a doversi arrendere per via della differenza di potenza tra le due monoposto. Così Norris riesce a riprendersi la seconda posizione, lasciando Leclerc a vedersela con il suo compagno di squadra che nel frattempo ha guadagnato terreno, accendendo un corpo a corpo, curva dopo curva tra le due monoposto di Maranello.
Altra bandiera gialla al giro trentacinque, questa volta i protagonisti sono Bearman e Tsunoda che stanno lottando per la settima posizione. Il pilota della Haas in un tentativo di attacco all’interno della curva, si ritrova fuori pista spinto dal pilota giapponese della Red bull, perdendo così il controllo della vettura.
E’ il primo turno di pit stop per I piloti e Norris si ritrova in terza posizione, nuovamente dietro Leclerc, così inizia un’altra battaglia per il secondo posto tra i due pupilli delle rispettive scuderie. Prima uno e poi l’altro, botta e risposta ad ogni curva fino a quando sul rettilineo, ancora una volta, la potenza tra le due monoposto fa la differenza, favorendo il pilota inglese.
La gara volte al termine alla fine del quarantaseiesimo giro e, ancora una volta, il primo a tagliare il traguardo è Max Verstappen dopo aver svolto una gara in solitaria totalmente indisturbato. Secondo Lando Norris e terzo posto per Charles Leclerc che riesce finalmente a portare la Ferrari nuovamente sul podio. Male Piastri che non riesce ad andare oltre la quinta posizione.
In casa McLaren si accendono le sirene d’allarme, mentre in casa Red bull si accendono le speranze. Mancano cinque gare e tutto non è ancora deciso.
Finirà il periodo di confusione per Pilastri? Riuscirà Norris a battere il suo compagno di scuderia? Ma soprattutto, riuscirà Verstappen a superare Vettel e Prost e raggiungere una leggenda come Fangio, vincendo il suo quinto mondiale in carriera?
Mancano due mesi e poi si vedrà.

Lascia un commento