SASSARI – Un fulmine a ciel sereno ha colpito la storica società sportiva Sacra Famiglia , fondata nel 1989 e radicata nel cuore del quartiere. Il Comune di Sassari ha revocato il comodato d’uso gratuito della struttura in uso dal 1992, lasciando atleti, dirigenti e famiglie senza il loro punto di riferimento. La comunicazione, datata 25 agosto, è arrivata come una doccia fredda, senza rispettare il preavviso di tre mesi previsto dal contratto.
Un duro colpo per una realtà che, solo a fine giugno, aveva presentato un ambizioso progetto di riqualificazione da 200mila euro, con l’obiettivo di trasformare il campo in un polo di aggregazione per il quartiere. «Volevamo nuovi impianti di illuminazione, un campo di calcetto moderno e una tribuna coperta», racconta il presidente Daniele Deiana, visibilmente amareggiato. «Il nostro sogno era creare un luogo di sport e socialità, non solo per i nostri ragazzi, ma per l’intera comunità».
Allenamenti in trasferta e disagi per le famiglie
La revoca ha costretto la società a spostare gli allenamenti in altre zone di Sassari e persino a Tissi, creando non pochi problemi logistici. «Le famiglie sono in difficoltà, non tutti possono permettersi spostamenti continui», spiega Deiana. Per ovviare, la società sta valutando l’acquisto di due van per il trasporto degli atleti, ma la soluzione è ancora in fase di studio.
Un sindaco in silenzio e un dialogo che non decolla
Sul piano legale, la Sacra Famiglia non intende restare a guardare. L’avvocato Maurizio Colombino, membro della dirigenza, ha annunciato un ricorso al TAR e una richiesta di annullamento in autotutela al Comune. «Non ci arrendiamo», sottolinea Colombino. «Questa struttura è un presidio sociale da oltre trent’anni, e non possiamo permettere che venga cancellato così».
La vicenda si tinge di toni particolari per il coinvolgimento indiretto del sindaco Giuseppe Mascia, il cui padre fu tra i fondatori della società. Mascia ha scelto di astenersi da dichiarazioni ufficiali, lasciando la questione in sospeso. Intanto, l’ipotesi di condividere il campo con la società Marzio Lepri non ha portato a soluzioni concrete, nonostante i tentativi di dialogo.
Solidarietà e una comunità che non si arrende
La notizia ha suscitato un’ondata di solidarietà da parte di altre realtà sportive sassaresi, che vedono in Luna e Sole un simbolo di passione e impegno sociale. Per fare chiarezza e coinvolgere la cittadinanza, la società ha organizzato una conferenza stampa nella sala della parrocchia Sacra Famiglia, aperta a media e residenti. «Non si tratta solo di un campo», ribadiscono i dirigenti. «È un luogo che unisce, che dà speranza ai giovani e che appartiene al quartiere».
Mentre la battaglia legale e amministrativa va avanti, la Sacra Famiglia lancia un appello alla città: «La logica dei numeri non può prevalere sul valore della socialità». Una storia che, tra sport e comunità, è lungi dall’essere conclusa.

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