Gianluca Gotto:“Trovare dentro di sé un rifugio di serenità”

Alghero accoglie con grande entusiasmo uno degli autori più amati nel panorama della crescita personale. Ieri sera, 5 agosto, Gianluca Gotto ha fatto tappa ad Alghero presso Lo Quarter, con il suo tour “Le tre vie del ben-essere”, un viaggio riflessivo dedicato a chi desidera vivere in modo più consapevole.

Scrittore, viaggiatore, blogger e punto di riferimento per migliaia di persone in cerca di equilibrio. Gotto condivide da anni il suo percorso personale fatto di scelte controcorrente, spiritualità orientale e una profonda ricerca interiore. Il suo messaggio ruota attorno a tre direttrici fondamentali: mente, corpo e spirito, le tre vie attraverso cui, secondo lui, è possibile raggiungere un vero ben-essere.

In occasione della tappa algherese, noi di Radio Uni Sassari siamo riusciti a porgli qualche domanda, toccando tre aspetti chiave del suo lavoro e del suo messaggio: l’Ayurveda, una vera e propria scienza dello spirito, una filosofia, una medicina indiana che ispira il suo approccio al benessere; il suo nuovo libro “Verrà l’alba, starai bene”, già accolto con entusiasmo dai lettori; e naturalmente il significato più profondo del tour che lo sta portando in tutta Italia.

Ecco cosa ci ha raccontato Gianluca Gotto:

Ciao Gianluca, il tuo nuovo tour si ispira ai principi dell’Ayurveda: cosa ti ha portato a integrare questa antica disciplina nella tua esperienza di crescita personale e a condividerla in forma teatrale?

L’Ayurveda è un’antica pratica utilizzata e riconosciuta principalmente come “medicina”, ovvero come strumento per guarire i malesseri dell’organismo. Ciò che mi ha affascinato, però, è la premessa alla pratica: secondo la prospettiva ayurvedica, ogni malattia nasce da uno squilibrio nelle proprie tre energie interiori (dosha) e quindi ogni guarigione non può prescindere dalla conoscenza del nostro equilibrio originario. Così come non puoi raggiungere una destinazione se prima non sai dove ti trovi, non puoi stare bene se non sai chi sei. L’ayurveda mi ha aiutato a fare questo: capire come sono fatto, perché certe cose mi fanno bene e altre mi fanno soffrire, qual è la mia natura, e poi come vivere in armonia con essa, liberandomi da questa idea molto occidentale di perfezionismo. Quello che cerco di trasmettere durante il talk è che il benessere non è eliminare i difetti o diventare super, ma semplicemente essere ciò che siamo fino in fondo, senza paura.

Le “tre vie” che presenti nel tour (coraggio del cambiamento, la realizzazione personale, la pace interiore) sembrano anche tre tappe di un percorso interiore. Qual è secondo te la più difficile da praticare nella vita quotidiana di oggi? E perché?

Tre è il numero chiave di questo talk, perché in realtà le vie del benessere che tratto sono molteplici: mente, corpo e spirito; Vata, Pitta e Kapha (i 3 dosha); la capacità di sentire se stessi, gli altri e la vita. Delle tre vie che hai menzionato, direi che la più difficile – e anche la più importante – è l’ultima: coltivare la pace interiore pur vivendo in un mondo così rumoroso, caotico, violento e difficile, significa trovare dentro di sé un rifugio di serenità. Una luce che poi non fa bene solo a noi, ma illumina e riscalda anche chi abbiamo intorno.

Nel tuo nuovo libro “verrà l’alba, starai bene” racconti la storia di Veronica, una donna che sembra aver raggiunto tutto, ma vive un malessere profondo. Quanto c’è di autobiografico in questo personaggio, e quanto invece deriva dalle storie che hai raccolto nel tuo cammino?

È inevitabile metterci qualcosa di proprio, quando scrivi e ti dedichi con intensità a una storia come questa. Di me, in Veronica, ci sono alcune caratteristiche, anche alcune circostanze del mio passato. Preferisco però che siano i lettori e le lettrici a scoprirle o immaginarle. Ne voglio condividere una, forse la più marcata: anche io, come Veronica, ho avuto per anni la tendenza a scappare da certe ferite interiori, da certe situazioni o relazioni che avevano smesso di funzionare, e poi anche da tutti i luoghi che mi ricordavano certi dolori. Inizialmente, oggi posso dirlo, ho lasciato l’Italia non solo perché avessi una certa fame di mondo, ma anche perchè credevo di poter fuggire dal mio dolore. Mi sbagliavo, e sia nel libro, sia nel talk, cerco di spiegare il perché

La protagonista attraversa un momento di rottura per poi intraprendere un viaggio verso se stessa. Pensi che la crisi sia una tappa necessaria per accedere al vero benessere?

Non penso che sia necessaria, ma penso che sia molto difficile evolvere quando si è in un limbo per cui non si è né particolarmente felici né assolutamente infelici. In quella situazione si pensa di aver troppo da perdere per rischiare un cambiamento. È invece quando si soffre profondamente, quando si tocca il fondo, che si inizia a lasciare andare la presa. Ti chiedi: cosa ho da perdere? Come potrebbe andare peggio di così? E allora sì che, con un pizzico di coraggio, inventiva o follia (o tutte e tre insieme), ti butti e cerchi di trasformare la crisi in un’opportunità di rinascita

Ogni luogo ha un’energia diversa: cosa immagini possa donarti (e donare) Alghero, in questo viaggio tra corpo, mente e spirito?

Alghero è un luogo incantevole, che visito da anni non solo per presentare i miei libri ma anche per respirare. L’aria di mare, sì, ma soprattutto un vivere più lento e consapevole. Mi è capitato, nel 2022, di arrivare qui in uno stato mentale di agitazione e tumulto; bastò affondare i piedi nudi nella sabbia, davanti a un tramonto, osservare quello che avevo intorno senza pensare a niente, osservare il mare e basta, per sentirmi immediatamente rinascere. Ci sono luoghi che cambiano pur non cambiando mai, e per questo sono promemoria di ciò che è davvero la vita e la sua natura impermanente. Alghero, per me, è uno di questi.

Se Alghero fosse una persona, secondo te che tipo di energia avrebbe secondo l’Ayurveda? E cosa consiglieresti a chi è in cerca del proprio equilibrio, al termine di un cammino come “Le tre vie del benessere”?

Penso che i luoghi, in quanto privi di ego, sappiano danzare ed evolvere con tutte e tre le energie, quindi vedo in Alghero una certa prevalenza doshica in base alla stagione, al periodo dell’anno, e non una assoluta.

A me personalmente, comunque, ha sempre trasmesso il lato più luminoso dell’energia Vata: leggerezza, freschezza, spazio, spensieratezza e tanta ispirazione. Ci potrei benissimo passare qualche mese, magari stando in barca, per scrivere un libro.

Alghero è solo una delle tappe del tour di Gianluca Gotto, stasera infatti sarà a al Parco Ubrano di Capoterra, alle ore 21.

Mente, corpo, spirito, un viaggio dentro noi stessi per poterci migliorare, ma soprattutto apprezzarci. Lui colpisce, con la sua presenza carismatica, un pubblico di tutte le età. Conoscenza e introspezione portano il nome di Gianluca Gotto.

Credits foto: Luigi Canu


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