In attesa del concerto del 7 agosto ad Alghero, il rapper si racconta tra musica, società e consapevolezza.
Il 7 agosto è ormai alle porte e cresce l’attesa per uno degli eventi di punta dell’Alguer Summer Festival.
Sul palco dell’Anfiteatro Ivan Graziani salirà Fabri Fibra, icona della scena rap italiana.
Abbiamo avuto l’occasione di rivolgergli alcune domande in vista del concerto.

Fabri Fibra ci ha risposto con la schiettezza che lo contraddistingue, tra riflessioni personali e sguardi taglienti sulla realtà, confermando l’attitudine di chi osserva il mondo e lo trasforma in rime.
– Le mie rime raccontano ciò che vedo –
Nei tuoi album hai sempre raccontato molto della società e dei cambiamenti culturali con uno sguardo critico.
Con il tuo ultimo lavoro, Mentre Los Angeles brucia, uscito il 20 giugno, che fotografia hai voluto scattare dell’Italia di oggi?
> “Tutto quello che mi colpisce finisce irrimediabilmente nella mia musica. È successo anche in questo disco: a partire dalla title track, nel racconto del rapporto con mio padre, nelle riflessioni su un figlio, nella storia di due ragazzi che si sono tolti la vita.
La musica, la mia, è un modo sia per cercare leggerezza, ma anche per raccontare quello che vedo: dai social che stanno distruggendo il mondo alla violenza dilagante.
Le mie rime sono la fotografia dell’Italia di oggi, così come è stato nei miei dischi precedenti.”

– Coerenza, verità e maturità: il rap secondo Fabri Fibra –
In un’epoca in cui tanti artisti seguono il trend del momento, tu riesci a restare nel flusso senza mai perdere la tua voce. Cos’è che ti tiene saldo e ti guida nel continuare a scrivere con coerenza e rilevanza?
> “Per me non è una scelta, è l’unico modo possibile. Intendo la musica solo così: raccontare ciò che vedo, che sento, che vivo.
È il mio punto di vista, senza filtri e senza calcoli. Forse è proprio questo che mi tiene legato al rap da più di vent’anni: la possibilità di restare vero, anche quando tutto attorno cambia.
E poi, andando avanti, hai più cose da dire, perché cresci. Ovviamente, non essendo più un ragazzino, non puoi più permetterti di dire cazzate.
Alla mia età hai molte più cose da raccontare, ma soprattutto hai la credibilità per farlo. È l’esatto opposto di quando rappavo a 25 o 30 anni: allora potevi dire qualsiasi cosa, tanto era difficile che ti prendessero davvero sul serio.
Oggi, invece, quella credibilità ce l’hai, e proprio per questo devi calibrare meglio le parole e i messaggi.
E lo fai volentieri, perché sai che arrivano più in profondità.”

– Aspettative sul palco di Alghero –
Cosa ti aspetti dal pubblico di Alghero e cosa possono aspettarsi loro da te, sul palco dell’Alguer Summer Festival?
> “Da Alghero mi aspetto partecipazione, energia e voglia di divertirsi.
In cambio, il pubblico può aspettarsi un vero e proprio show rap: io, le mie canzoni e DJ Double S.”
Un ringraziamento speciale va a Valentina Shining, che ha reso possibile questo scambio, e alla Fondazione Alghero per il continuo impegno nella promozione culturale e musicale del territoritorio.



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