Bella, forte, grintosa, con ancora quella rabbia sociale tipica di chi vuole – e può – cambiare il mondo gridandolo a migliaia di spettatori.
Nella serata del 26 luglio 2025, ad Alghero, è andato in scena quello che si può già definire il concerto dell’estate (e siamo solo a fine luglio).
Loredana Bertè sbarca per la prima volta nella città sarda con il suo nuovo tour, che celebra i cinquant’anni di carriera.
Alle 21:30, sale sul palco dell’Anfiteatro Ivan Graziani, elogiando la località turistica con un omaggio a Giuni Russo e alla sua iconica “Alghero”.
La cantante calabrese emoziona subito il pubblico con uno dei suoi classici intramontabili: “Il mare d’inverno”. La risposta degli spettatori è immediata: in migliaia intonano con lei quelle note e quei versi che hanno fatto la storia della musica italiana.
In scaletta, tra un successo e l’altro, trovano spazio anche le hit estive nate dalla collaborazione con i Boomdabash, che trasformano l’atmosfera dell’anfiteatro in una vera e propria festa, tra balli e cori a squarciagola.
Non è mancato l’omaggio a Mia Martini, scomparsa nel maggio del 1995.
“Zona venerdì” è uno dei due brani scelti dalla Bertè per ricordare Mimì: canzoni che risuonano tra palco e cielo, mentre le immagini delle due sorelle scorrono sugli schermi. In sottofondo, quella voce “gigante” e quegli occhi intensi che raccontano il momento più buio della vita della Bertè, fino al suo riscatto.
Un pensiero anche per Pino Daniele, a dieci anni dalla sua scomparsa, ricordato intonando “Buongiorno anche a te” e “Un po’ di tutto”, due brani scritti per lei dal bluesman partenopeo.
Che Loredana Bertè fosse una donna dal carattere forte, lo si sapeva già. Ma durante la serata ne ha dato ulteriore prova: la denuncia contro la guerra arriva potente attraverso brani come “Rap di fine secolo” e “Un pettirosso da combattimento”.
Alle 23:00, il concerto entra nella fase finale con una carrellata dei suoi più grandi successi: “Sei bellissima”, “Dedicato”, “…E la luna bussò”.
Il pubblico si alza in piedi, corre sotto il palco per rendere omaggio a una delle voci più rock del panorama italiano, che a 74 anni ha ancora molto da dire, ma niente da dimostrare.
Radio Uni Sassari ringrazia sentitamente la Fondazione Alghero per l’opportunità offerta e per aver reso possibile un evento così significativo, in un contesto capace di unire cultura, musica e identità del territorio.

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