MotoGP, Brno manda tutti in vacanza: l’analisi team per team della classe regina
La MotoGP va in vacanza fino al 15 agosto con 12 round disputati e un solo protagonista: Marc Marquez. Per il pilota spagnolo finora un anno quasi perfetto con 8 gare vinte su 12 e che comprendono 11 sprint, ma anche con 120 punti di vantaggio in classifica sul fratello Alex che permette al pilota numero 93 di stare tranquillo anche per la seconda parte di stagione.
Analisi Ducati
Ma non è tutto oro ciò che luccica in casa Ducati. Se da un lato i fratelli Marquez sono stati quasi perfetti con le loro Ducati (Marc con la GP-25 e Alex con la 24), il due volte campione del mondo Pecco Bagnaia continua a faticare con la sua nuova moto e a detta sua, con un anteriore che non gli permette di sfruttare al meglio le staccate, suo punto forte. Per lui finora una sola vittoria, 3 podi e una pole position, arrivata nell’ultima gara disputata a Brno. Deluso dalla stagione dell’italiano, anche il Team Manager Davide Tardozzi che prima dell’ultimo gp ha dichiarato che i podi vanno bene, afferma che il pilota deve stare in posizioni diverse, visto soprattutto il confronto con Alex Marquez (che guida la moto della scorsa stagione e che si trova ben saldo in seconda posizione nel mondiale). Queste parole possono avere un peso anche in vista del mercato. (f.m)
Analisi Aprilia
Un altro team italiano che sorride è certamente l’Aprilia. Capitanati da Massimo Rivola, il team di Noale si sta godendo lo sbocciare definitivo di Marco Bezzecchi, sempre più a suo agio con la moto e vittorioso a Silverstone, ma anche il rientro del campione del mondo Jorge Martin, fresco di ripresa da gravi infortuni e con un ottimo settimo posto a Brno. Lo spagnolo, felice di essere tornato a correre, ha annunciato in conferenza stampa che nel 2026 continuerà con Aprilia, spegnendo definitivamente le voci di mercato che lo vedevano prossimo sposo in Honda, e di conseguenza azzerando le possibilità di effetto domino di un passaggio di Enea Bastianini alla corte di Rivola. Sicuramente per questo 2025 il mondiale non è a portata per Aprilia, ma in ottica della prossima stagione la coppia Bez-Martin si rende molto interessante per le lotte al vertice. (f.m)
Analisi Gresini
Il team di Nadia Padovani al momento è euforico. Se da un lato, come citato prima, la stagione di Alex Marquez lo sta sempre di più consacrando tra i piloti al vertice, forse l’unico attualmente in grado ogni tanto di impensierire suo fratello Marc, dall’altra si delinea la crescita di un pilota che sicuramente in futuro farà parlare di sé: Fermin Aldeguer. L’unico vero dubbio per il team Gresini è come si muoverà il mercato, da una parte ci sarà l’interesse su Alex Marquez, saldo al secondo posto nel mondiale e vittorioso a Jerez e nella sprint a Silverstone. Dall’altra parte, per contratto, Aldeguer dovrà guidare la futura GP-26, quindi rimarrà da capire se Ducati rilascerà al team Gresini una di loro oppure se il talento spagnolo approderà da qualche altra parte. (f.m)
Analisi VR46
Molto interessante anche la situazione nel team VR46, con Di Giannantonio che si conferma un pilota costante e veloce, escludendo la prestazione a Brno e con il ritorno di buone prestazioni di Franco Morbidelli, assente in Repubblica Ceca dopo il bruttissimo incidente che lo ha visto protagonista una settimana prima al Sachsenring. Le parole di Uccio subito dopo l’ultimo gp confermano che si sta cercando la soluzione per far rimanere nel team Morbidelli (che presenta un bottino di due podi finora), più incerta invece la situazione per Diggia (anche per lui due podi in questo 2025), che sogna la Ducati ufficiale e di vestirsi in futuro di rosso, ma allo stesso tempo dietro di lui sembra aleggia l’ombra di Acosta, stanco della scarsità di risultati in Ktm. Verità o fantamercato? Chi vivrà, vedrà. (f.m)
Analisi Yamaha
Yamaha non ha di certo la moto perfetta, ma Fabio Quartararo riesce sempre ad andare al limite e a portare il team in posizioni delle volte inaspettate. Rispetto alla scorsa stagione il team forse inizia a intravedere la luce in fondo a un tunnel che dura da troppi anni. Il talento francese quest’anno è riuscito a centrare un podio importantissimo a Jerez e ben quattro pole position, un bottino non da poco per la casa nipponica. Quartararo nel 2026 difenderà ancora i colori blu di Yamaha e chissà che finalmente la casa giapponese riesca a tornare a vincere qualche gara, in attesa del cambio regolamentare che potrebbe rimescolare tutte le carte nel 2027. Se da un lato però il pilota francese riesce a brillare, dall’altra purtroppo lo spagnolo Alex Rins non riesce a lasciare il segno. Sempre lontano da posizioni importanti e con voci di mercato che lo vedono lontano dalla MotoGP, questa potrebbe essere l’ultima stagione nella categoria regina per il pilota numero 42. Da diversi anni ormai la seconda guida Yamaha non riesce a brillare come richiesto, prima del povero Rins è stato il turno dell’italiano Morbidelli che proprio con la casa nipponica non è riuscito a brillare. (f.m)
Analisi Trackhouse
Il team americano presenta una coppia di piloti certamente talentuosa con Ai Ogura, al debutto nella classe regina e Raul Fernandez, ora alla sua quarta stagione in MotoGP. Se all’inizio di questo 2025 a brillare è stato il nipponico, da Le Mans è stato proprio il talento spagnolo a riprendersi la scena e a iniziare a inanellare diversi risultati utili, che hanno scacciato via le critiche ricevute durante la primissima parte della stagione. Proprio a Brno Fernandez ha centrato il miglior risultato della stagione per Trackhouse con un quinto posto importantissimo e con i ringraziamenti al Team Principal Davide Brivio per i miglioramenti avuti durante il corso di questa stagione. Non resta che attendere come sarà la seconda parte di stagione per il team americano, che punta su una crescita importante e su una moto affidabile come Aprilia. (f.m)
Analisi KTM Factory Racing
La stagione del team austriaco non è iniziata con le migliori prospettive, a causa dei gravi problemi economici emersi alla fine del 2024. Nonostante queste premesse, la casa di Mattighofen ha accolto nel team ufficiale quella che sembra essere la sua gemma più preziosa: Pedro Acosta.
Le prestazioni della RC16, però, sono state estremamente altalenanti, così come il rendimento dei suoi piloti. Da un lato troviamo il giovane pilota spagnolo spesso a terra, nel tentativo di andare oltre i limiti tecnici della moto, con voci di mercato che lo davano in partenza verso Ducati. Dall’altro lato, Brad Binder è stato spesso nella top ten, ma senza riuscire a mostrare quei lampi di talento ai quali ci aveva abituati.
Vedremo se la velocità mostrata al Sachsenring e a Brno (con il podio di Acosta) sarà confermata anche nel resto della stagione. (c.m)
Analisi Tech3
La squadra di Hervé Poncharal, gemella del team Factory KTM, ha subito un rinnovo totale: abbandonata la livrea GasGas e rinnovata anche la coppia di piloti, con l’arrivo di Enea Bastianini e Maverick Viñales.
Stagione agli antipodi per i due piloti: da un lato troviamo Viñales spesso competitivo, con un podio mancato in Qatar a causa della pressione delle gomme; dall’altro lato del box, invece, un rapporto mai sbocciato tra Bastianini e la RC16. Tra i quattro piloti KTM, l’ex Ducati è sicuramente quello che ha faticato di più a trovare feeling con la moto, anche se nel GP di Brno è riuscito a centrare un podio nella sprint race, al rientro dopo alcuni problemi fisici.
Che questo risultato sia il segnale di una ripresa per il “Bestia”? (c.m)
Analisi Pramac
Stagione di addii e nuovi inizi per il team toscano, ma soprattutto l’inizio di una nuova era targata Yamaha. Dopo due anni coronati da titoli mondiali (sia squadre che piloti), il 2025 è partito con aspettative diverse: supportare e diventare a tutti gli effetti il team di sviluppo della casa di Iwata. Sul fronte piloti, è stato un ritorno dolceamaro per Jack Miller, competitivo a fasi alterne, e quasi completamente amaro per Miguel Oliveira. Una delle novità più grandi introdotte da Pramac quest’anno la vedremo però nel 2026: la squadra di Paolo Campinoti accoglierà tra le proprie fila Toprak Razgatlıoğlu, al posto – quasi certo – di Jack Miller (c.m)
Analisi Honda
La casa dell’ala dorata ha compiuto sicuramente dei passi avanti rispetto alle scorse stagioni, anche se i risultati non sono ancora quelli che ci si aspetta da un colosso come Honda.
Mir e Marini non hanno avuto fortuna dalla loro parte: se il campione del mondo 2020 è stato spesso coinvolto in incidenti (spesso senza colpe), Marini ha pagato caro la partecipazione alla storica 8 Ore di Suzuka. Durante i test di preparazione alla gara, ha riportato diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare gli ultimi due mesi della stagione. Honda, inoltre, è finita al centro della telenovela di mercato tra Martín e Aprilia: sembrava che lo spagnolo fosse destinato a vestire i colori HRC nel 2026, ma il matrimonio non si è mai concretizzato. In questa prima parte di stagione il podio è rimasto lontano, ma chissà: magari la casa nipponica ci riserverà una sorpresa. (c.m)
Analisi LCR / Idemitsu
Il team di Lucio Cecchinello ha mostrato due facce ben distinte, sia nelle livree che, soprattutto, nei risultati ottenuti da Johann Zarco e Somkiat Chantra.
Il pilota francese sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza, coronata dalla vittoria nel Gran Premio di casa e dal podio conquistato a Silverstone: senza dubbio è stata finora la miglior Honda in griglia. Purtroppo, non si possono usare parole altrettanto positive per il rookie thailandese, promosso in MotoGP più per motivi legati agli sponsor che per risultati sportivi – comunque discreti – ottenuti in Moto2.
Per Chantra si tratta di una stagione difficile, con una velocità mai realmente trovata e costellata da infortuni. Insomma, un anno da dimenticare, almeno dal punto di vista sportivo. (c.m)
A cura di Flavio Masala e Carlo Maccioni


Lascia un commento