LE BESTIE DI SATANA

Tra il 1997 e i primi anni duemila la tranquilla provincia di Varese fu scossa da una serie di crimini efferati, perpetrati da un gruppo di giovanissimi autodefinitosi “Bestie di Satana”. Il nome evocava rituali satanici, ma la realtà era più complessa: un mix letale di droghe, violenza e manipolazione psicologica..

Il gruppo si ispirava al cosiddetto “satanismo acido”, un’interpretazione distorta e violenta del satanismo, in cui l’uso di droghe diviene un elemento centrale. Molti membri erano spacciatori e le figure sataniche, come pentacoli e croci rovesciate, erano usate come simboli di ribellione e potere. L’ingresso nel gruppo era segnato da “prove di coraggio” estreme, spesso sotto l’effetto di stupefacenti, e da un patto di sangue che sanciva la fedeltà assoluta. L’uscita dal gruppo era consentita solo con la morte.

Sono tre gli omicidi legati al gruppo, ai quali si aggiunge un’istigazione al suicidio. Le vittime furono Chiara Marino e Fabio Tollis, Andrea Bontade e Mariangela Pezzotta.

Mentre Chiara Marino e Fabio Tollis si distaccavano dal gruppo, cercando di lasciarsi quella realtà alle spalle, gli altri membri avevano già pianificato tutt’altro per loro. Questo contrasto era esacerbato dalla percezione che Chiara fosse “la reincarnazione della Madonna”, un’idea in conflitto con la visione satanista del gruppo, alimentando ulteriori attriti. La tensione crescente però portò a diversi tentativi di omicidio, tutti falliti, fino al tragico epilogo del gennaio 1998. I due giovani vennero condotti nel bosco, dove era già stata preparata una fossa. Chiara venne pugnalata a morte e, nel tentativo di difenderla, Fabio venne colpito con una mazzetta da muratore, per poi esser finito con una coltellata alla gola. Prima di seguire gli amici, Fabio venne costretto a chiamare il padre Michele e a dire che avrebbe dormito dall’amica Chiara. Il padre non fu convinto della dichiarazione del figlio e decise di andarlo a cercare. Si recò in un noto locale frequentato dal gruppo, ma arrivò tardi. Venne consolato dagli amici del figlio sul fatto che si fosse appartato con Chiara e che non c’era nulla di cui preoccuparsi. Nei giorni successivi gli amici stessi aiutarono nelle ricerche del giovane, finendo anche a “Chi l’ha visto?” e suggerendo che i due ragazzi potessero essere scappati in Spagna. Per anni su questo delitto calò il silenzio, tanto che le salme dei due giovani furono ritrovate solamente nel maggio del 2004.

La terza vittima della setta fu Andrea Bontade, che fu costretto ad ammazzarsi per via del fatto che non si era presentato ad aiutare nell’omicidio Marino-Tollis. La sera del 21 settembre del 1998 Bontade, al termine di una serata in un locale, dove aveva assunto alcol e droghe, salì sulla sua Fiat Punto e si schiantò contro un muro ad alta velocità, morendo sul colpo.

La quarta vittima del gruppo fu Mariangela Pezzotta, ex ragazza di uno dei componenti, Andrea Volpe. Egli ricevette ordine da Nicola Sapone (figura centrale all’interno del gruppo e con un ruolo di spicco nella pianificazione e nell’esecuzione dei loro crimini), di uccidere la ragazza perché conosceva troppi dettagli sulla scomparsa di Chiara e Fabio. Con la scusa di farsi restituire una videocassetta, Volpe invitò a cena Mariangela nella baita di Golasecca. Mentre la nuova fidanzata di Volpe preparava un mix letale di droghe da somministrarle, i due ebbero una discussione al termine della quale Volpe sparò due colpi al volto di Mariangela, senza però ucciderla. Visibilmente in panico, anche per colpa delle sostanze in corpo, Volpe e la nuova compagna chiamarono in soccorso Sapone, che finì la vittima. Ordinò di ripulire la scena del crimine, di seppellire la ragazza e che la sua auto fosse spinta nel  fiume. Vennero eseguiti gli ordini, ma la nuova ragazza di Volpe ebbe un incidente quando si mise alla guida dell’auto. Chiamarono i soccorsi e dichiararono di essere stati aggrediti. Ma i carabinieri si accorsero della bugia e li fecero portare in ospedale. La ragazza, in preda al delirio, iniziò a pronunciare frasi sconnesse sull’omicidio, spingendo i carabinieri a indagare e a fare la tragica scoperta nella baita.

Le indagini, avviate dopo l’omicidio di Mariangela Pezzotta, portarono alla luce gli altri crimini del gruppo, come quello di Chiara Marino e Fabio Tollis.  Andrea Volpe, membro del gruppo, confessò i delitti, accusando Nicola Sapone di essere il mandante.

I membri del gruppo, condannati a pene detentive, hanno intrapreso percorsi di riabilitazione. Alcuni, come Mario Maccione (esecutore del delitto Marino-Tollis) , hanno fatto scelte controverse, aprendo sportelli di ascolto online per offrire supporto psicologico a pagamento. Questa vicenda rimane un’oscura pagina della cronaca italiana, un monito sui pericoli della manipolazione mentale, della violenza e dell’uso di droghe. Un caso che invita a riflettere sul disagio giovanile e sulla necessità di un intervento sociale efficace. I crimini delle Bestie di Satana accesero un dibattito sull’influenza della musica metal, e gli Slayer furono tra i gruppi accusati di aver ispirato i membri del gruppo. Tali accuse furono però negate sia dal chitarrista della band, che le definì frutto di ignoranza, sia da Maccione, che sottolineò l’estraneità della musica ai fatti

imma


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