La corazzata Bismarck: il gigante della Kriegsmarine

I mostri marini sono sempre stati immaginati come creatura che vivevano nelle profondità degli oceani, come Moby Dick e i serpenti marini che hanno terrorizzato i marinai fin dall’antichità. Tutte creature che rimangono nei fondali degli abissi, come direbbe Jules Verne . Col tempo, però, ci siamo resi conto che esistono anche mostri marini “artificiali”, e uno di questi è la corazzata Bismarck , che prende il nome dal celebre Otto von Bismarck , cancelliere tedesco durante il Secondo Reich (quello di Guglielmo II , per intenderci), il quale riuscì a trasformare la Germania da una semplice accettazione geografica romana a una superpotenza mondiale. A seguito della pace di Parigi, successiva alla Prima Guerra Mondiale , la Germania fu obbligata a cedere gran parte della sua flotta d’alto mare alle potenze vincitrici, comprese le grandi corazzate volute dall’ammiraglio Tirpitz . Pur di non cedere la flotta, il 21 giugno 1919, i marinai tedeschi autoaffondarono le proprie navi, mettendo fine alla storia della Hochseeflotte . La Bismarck fu costruita nei cantieri Blohm & Voss di Amburgo, uno dei principali cantieri navali tedeschi dell’epoca. La costruzione iniziò il 1º luglio 1936 con la posa della chiglia, e la nave venne varata il 14 febbraio 1939 con una cerimonia solenne alla presenza di alti ufficiali della Kriegsmarine e della leadership nazista. Il varo fu accompagnato dal discorso di Dorothee von Löwenfeld, nipote del cancelliere Otto von Bismarck, a cui la nave era dedicata. Dopo il varo, la Bismarck fu trasferita in bacino per l’allestimento finale, che si concluse nel 1940 con l’installazione di armamenti, sistemi di navigazione e la messa a punto dei potenti motori a turbina. Con un dislocamento di circa 50.000 tonnellate a pieno carico, la Bismarck era la corazzata più grande mai costruita dalla Germania fino a quel momento. Dopo i test in mare nel Baltico, entrerà ufficialmente in servizio il 24 agosto 1940 , pronta a svolgere operazioni nell’Atlantico come punta di diamante della Kriegsmarine . In un primo momento, la Bismarck fu ancorata nel porto di Bergen, in Norvegia (all’epoca occupata dai nazisti); successivamente fu presa la decisione di utilizzare la corazzata per affondare i convogli che portavano rifornimenti alla Gran Bretagna . La nave partì il 18 maggio 1941, accompagnata dall’ incrociatore pesante Prinz Eugen , in direzione dello Stretto di Danimarca (tra la Groenlandia e la Scozia), dove transitava una grande quantità di convogli. L’ Inghilterra non restò a guardare e inviò varie navi per intercettare le unità tedesche. Tra queste vi era l’incrociatore da battaglia HMS Hood, all’epoca considerata la nave più imponente del suo genere. La spedizione britannica intercettò le due navi il 24 maggio. I cannoni inglesi aprirono il fuoco sulla Prinz Eugen, inizialmente scambiata per la Bismarck. Nel frattempo, la corazzata tedesca aveva tutto il tempo per prendere la mira sulla Hood: bastò un solo colpo per colpire la santabarbara della nave inglese, provocandone una distruzione devastante. Alla notizia dell’affondamento della Hood, la Royal Navy ordinò a tutte le unità disponibili di convergere per affondare la Bismarck. Durante lo scontro, la Bismarck subì alcuni danni e il comandante Ernst Lindemann e l’ammiraglio Günther Lütjens decisero di interrompere la missione, dirigendosi verso la Francia occupata, dove la nave avrebbe potuto essere riparata, probabilmente a Brest. Per coprire la fuga, la Prinz Eugen fu distaccata dalla Bismarck e proseguì separatamente il tragitto. La corazzata tedesca cercò di sfuggire agli inseguitori britannici cambiando rotta più volte e navigando a velocità massima. Tuttavia, il 26 maggio 1941, fu individuata da un aereo da ricognizione della RAF, che ne segnò la posizione alla Royal Navy . Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, gli aerosiluranti Swordfish della portaerei HMS Ark Royal attaccarono la Bismarck con siluri. Uno di questi colpì il timone, bloccandolo e rendendo la nave ingovernabile, costringendola a navigare in cerchio . A quel punto, la fuga verso la Francia divenne impossibile e la Bismarck si preparò a combattere fino alla fine. All’alba del 27 maggio 1941, le corazzate britanniche HMS Rodney e HMS King George V , accompagnate dagli incrociatori HMS Norfolk e HMS Dorsetshire , raggiunsero la Bismarck . Alle 8:47, aprirono il fuoco da lunga distanza. La Bismarck rispose con i suoi potenti cannoni da 380 mm, ma i suoi colpi furono imprecisi e inefficaci a causa dei danni subiti. Nel giro di 40 minuti, la nave tedesca fu devastata da una pioggia di proiettili di grosso calibro. La HMS Rodney colpì la torre di comando, disattivando la maggior parte dell’armamento principale. Poco dopo, anche le batterie secondarie e la contraerea furono messe fuori uso. Nonostante l’intenso bombardamento, la Bismarck non affondò. I britannici continuarono a colpirla per oltre un’ora, distruggendo ogni postazione utile, ma lo scafo rimase intatto grazie alla sua potente corazzatura. Alle 10:00, con la nave ormai ridotta a un relitto in fiamme e incapace di combattere, gli ufficiali tedeschi diedero l’ordine di autoaffondamento per evitare la cattura. Dei 2.200 membri dell’equipaggio, solo 115 furono salvati dalle navi britanniche e da un cacciatorpediniere tedesco giunto troppo tardi. Questo evento fu un duro colpo per una Kriegsmarine già di suo ristretta e in larga parte composta da sottomarini e navi di basso tonnellaggio.

Scritto da Francesco Sanna il 13/03/2025


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