Anni 70’: Gli anni della crisi del Festival di Sanremo. Dopo la morte di Luigi Tenco, nel 1967, il Festival di Sanremo subì vari cambiamenti che durarono fino alla fine degli anni 70’. In quegli anni, Il Festival subì una profonda crisi, riscontrata già nel 1969 con le lotte proletarie.
Nel 1970, Adriano Celentano e Claudia Mori vincono l’edizione con il brano “Chi non lavora non fa l’amore”, nonostante lo stesso Celentano, durante le varie esibizioni, dimenticò le parole della canzone suscitando diverse polemiche tra cui quella di Sergio Endrigo. Lo stesso anno debuttano al Festival Patty Pravo e Ron, Gianni Morandi rinuncia all’evento e al suo posto partecipano i Ricchi e Poveri (ancora poco conosciuti nel panorama della musica italiana). Inoltre, tra gli ospiti di eccezione, Nino Manfredi si esibisce con il brano “Tanto pè cantà” e, durante questa edizione, si inizia a parlare di plagio e censura.
Nell’edizione del 1971, Lucio Dalla porta la canzone “Gesù Bambino”, canzone ripescata a cui viene imposto di cambiare il titolo, ovvero “4/03/1943”, e di modificare l’ultima parte del testo. In questa edizione, ahimè, è presente anche il lancio delle uova e dei pomodori da parte dei Maoisti e i RIcchi e Poveri si aggiudicano il secondo posto con la canzone “Che Sarà”.
Nel 1972, per la prima volta da quando esiste il Festival, viene eliminata la doppia interpretazione delle canzoni in gara ed è curioso come l’ordine di presentazione sul palco avvenga attraverso un sorteggio effettuato da una bambina di nome Raffaella. Continua il periodo delle censure, tanto che anche a Nicola Di Bari viene imposto di cambiare il testo della sua canzone, dedicato alla prima volta di un’adolescente. Lo stesso anno, debutta al Festival Marcella Bella, a cui i giornali attribuiscono il soprannome di “cespuglio” per via della folta chioma che portava.
Nel 1973 inizia il vero periodo di crisi del Festival: la Rai trasmette in tv soltanto la serata finale, sotto indicazione della Commissione Parlamentare di Vigilanza. La canzone “Terra che non senti”, interpretata da Rosa Balistreri, viene esclusa poichè è stata già eseguita durante un’altra trasmissione Rai l’anno prima. In gara è presente anche Christian De Sica con “Mondo mio”, e suo padre è l’ospite d’onore dell’edizione.
Il 1974 è l’anno in cui viene introdotta la “Categoria Giovani” e, come l’anno precedente, la televisione trasmette soltanto la serata finale. Questo è l’anno in cui Iva Zanicchi esordisce e vince il Festival con la canzone “Ciao cara come stai?” e in cui Domenico Modugno regala emozioni con il brano autobiografico “Questa è la mia vita”. I dischi del Festival, quell’anno, vendono 100.000 copie (pochissimi risultati rispetto agli anni passati).
Nel 1975 vi è un cambio radicale e, con la nascita delle prime radio libere, l’organizzazione del Festival passa nelle mani dei privati e del Comune di Sanremo. E’ il Festival in cui, su 30 partecipanti, 26 sono artisti esordienti. La Rai continua a trasmettere solo la serata finale, ma non per intero, dal momento che la diretta viene interrotta prima della proclamazione della vincitrice, ovvero Gilda con il brano “Ragazza del Sud”.
Nel 1976 il Festival cerca di riconquistare audience e si cercò di portare tutte le canzoni da “finale”. La Rai decise di non invitare come ospiti Carol Andrè e Kabir Bedi, protagonisti dello sceneggiato “Sandokan”. Il cantante Antonio Buonomo viene aggredito da un gruppo di femministe nell’atrio dell’albergo in cui alloggiava, per aver interpretato la sera prima il brano intitolato “La femminista”. Successivamente si scoprirà che questa fu una mossa di marketing e pubblicità da parte del cantante.
Il 1977 è “L’anno delle prime volte”: Il Casinò è inagibile per lavori, e il Festival viene trasferito al Teatro Ariston. Nelle prime due serate i cantanti potevano esibirsi per 15 minuti, con il brano in gara che veniva cantato alla fine dell’esibizione e la gara conta solo 12 partecipanti (minimo storico). Tra i commentatori radiofonici è presente Umberto Eco. E’ l’anno delle band: Homo Sapiens, Collage, Matia Bazar, Santo California. Quell’anno vinsero gli Homo Sapiens con la canzone “Bella da morire”, divenendo la prima band a vincere il Festival.
Nel 1978 si cerca di risollevare il Festival con i comici, ed emergono in gara personaggi come Rino Gaetano e Anna Oxa. Tra gli ospiti presenti ci furono i Village People, Julio Iglesias e Grace Jones. Il Festival, però, perse molto pubblico giovane.
Il 1979 è l’anno in cui, per alcune canzoni, si cerca di puntare su effetti coreografici. Il Festival rinuncia all’Orchestra ed utilizza basi musicali già registrate in studio. Tra gli ospiti dell’edizione troviamo: Demis Roussos, Tina Turner e Pippo Franco Anche a Sanremo arriva l’aria degli anni Ottanta: Enzo Carella canta “Barbara” affiancato da due ragazze in calzamaglia aderentissima. E da questo decennio, si diede spazio agli anni 80’.


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