La prima edizione del Festival di Sanremo , condotto da Nunzio Filograno, ha luogo il 29 gennaio
1951 nel Teatro del Casinò Municipale di Sanremo.
Al suo esordio il Festival aveva un formato assai differente rispetto a quello che conosciamo oggi .
Infatti la sua formula iniziale prevedeva un concorso musicale, il cui obiettivo era quello di
promuovere la musica italiana. I cantanti si esibivano davanti ad un pubblico seduto intorno ai
tavolini imbanditi a festa del vecchio Cafè Chantant, mentre la musica si diffondeva nella stanza
tra un viavai di camerieri.
Di questa edizione non si conserva quasi traccia nei quotidiani dell’epoca dove al massimo
compare qualche piccolo trafiletto, che parla dell’evento. La prima edizione vede la
partecipazione di artisti noti, come Nilla Pizzi, che con la sua “Grazie dei fiori”, vince il primo
festival, dando il via ad una tradizione che continua tuttora.
Nel corso degli anni ’50 il festival si consolida, diventando un appuntamento annuale atteso.
Il decennio segna un momento importante per la modernizzazione della musica italiana, che si
riflette anche sulla società e molti degli artisti che partecipano al Festival in quegli anni sono
ancora ricordati come leggende. Tra questi oltre a Nilla Pizzi, che nel 1952 ritorna a Sanremo con
la canzone “Vola colomba”, si afferma Domenico Modugno, simbolo della canzone melodica, che
nel 1958 con la sua canzone “Nel blu dipinto di blu”, nota anche come “Volare”, segna l’ingresso
della canzone italiana nel panorama internazionale. “Volare” ha infatti un successo planetario e
Sanremo diventa uno dei principali eventi a livello mondiale. Il brano vende oltre 22 milioni di
copie e rimane per tredici settimane nella Billboard Hot 100, un risultato eguagliato solo nel 2018
da Andrea Bocelli, con il suo album “Si”.
Nel Blu dipinto di Blu, scritta da Modugno con il suo amico Franco Migliacci, è un sogno di
evasione strampalato che Modugno interpreta come nessun altro avrebbe potuto fare.
L’idea di scrivere “Nel blu dipinto di blu” era venuta a Migliacci mentre era intento ad osservare
un quadro di Marc Chagall, “Le con Rouge fans la unit”. Il quadro fu dipinto dal pittore nel 1944,
poco dopo la scomparsa della moglie e raffigura due amanti che sembrano vagare in due direzioni
opposte, ma si dirigono inesorabilmente l’uno verso l’altro come fondendosi in un abbraccio
cosmico. Il blu, colore onirico per eccellenza , è una delle caratteristiche predominanti delle opere
di Chagall. Nei suoi quadri vengono spesso raffigurati uomini e donne che volteggiano sospesi nel
blu, come i protagonisti della canzone cantata da Modugno.
“Nel blu dipinto di blu”, alla sua uscita, viene considerata una canzone rivoluzionaria, perché
segna un punto di rottura dalla neomelodia classica. Con quel ritornello “Volare oh oh”, Domenico
Modugno canta una nuova Italia, quella della ripresa post bellica e del nuovo boom economico.
La canzone diventa l’inno di una libertà ritrovata, anche se in realtà non ha un significato univoco,
perché può essere interpretata secondo punti di vista diversi. Il blu può essere visto come il
colore della vita, della libertà, dell’amore e soprattutto di un sogno ad occhi aperti che sembra
non finire mai.
La canzone viene ammessa dalla commissione ottenendo 99 voti su 100. All’epoca vigeva la
regola non scritta secondo la quale l’interprete non poteva essere l’autore del testo, ma poiché
nessuno, a parte Johnny Dorelli, era disposto ad interpretare il brano, decidono di cantarla Dorelli
e lo stesso Modugno.
Quando sale sul palco, il 31 gennaio 1958 , Domenico Modugno non può sapere che dal quel
giorno diventerà “Mr Volare” e la sua vita cambierà per sempre . Quando scende dal palco, non
può sapere che da quel momento la sua canzone non sarà più “Nel Blu Dipinto di Blu”, ma
semplicemente “Volare” e diventerà la canzone pop italiana più famosa di sempre.
Quella sera del 31 gennaio 1958 segna l’inizio di un successo che supera ogni aspettativa.
Passa alla storia il momento in cui Modugno apre le braccia intonando il ritornello” volare, oh oh,
cantare , oh oh oh”. L’arrangiamento dolce, quel gusto doo-wop, l’interpretazione che spazza in
un solo gesto l’impostazione ingessata dell’epoca e il colpo di classe sillabato sul finale, non
lasciano alcun dubbio sul nome del vincitore e la conferma arriva nella serata della finale del
primo febbraio.
Il successo è enorme, il disco rimane in vetta alle classifiche americane per oltre cinque
settimane e la canzone diventa il simbolo dell’italianità nel mondo. “Nel blu dipinto di blu” viene
cantata da leggende della musica internazionale come Frank Sinatra, David Bowie, Paul
McCartney, Louis Armstrong, Ella Fitzgerald e i Gipsy King in una celebre versione flamenco.
L’anno successivo Modugno replica a Sanremo con “Piove”, per tutti “Ciao ciao bambina” e
vince altre due edizioni quella del 1962, con la canzone “Addio, addio” e quella del 1966 con Dio, come ti amo”.
Tra i protagonisti dell’epoca c’è anche Claudio Villa, che partecipa a più edizioni, vincendo nel
1957 con la canzone “Cento Campane”. Villa diventa uno dei volti più noti del panorama musicale
dell’epoca, grazie al suo timbro vocale inconfondibile.
Un’altra artista che negli anni ’50 ha solcato il palcoscenico del festival di Sanremo senza
passare inosservata e’ la cantante Julia De Palma, la cui sensuale interpretazione della canzone
“Tua” fa gridare allo scandalo scatenando un’ondata di polemiche. Nell’Italia dell’epoca, bigotta e
perbenista, la canzone viene considerata troppo provocante dai vertici Rai e dalle associazioni
cattoliche e la cantante diventa oggetto di una campagna diffamatoria.
Julia de Palma, all’anagrafe Iolanda De Palma, alle 22,20 di giovedì 29 gennaio 1959, sale sul
palcoscenico del festival di Sanremo. Julia è una ragazza milanese di ventisette anni che, grazie
al suo stile ispirato alle grandi vocalist del jazz e alla voce carica di sensualità, è una delle più
innovative cantanti della musica leggera italiana di quel periodo. Tuttavia per il suo stile innovativo
e anticonformista piace molto di più al pubblico che ad impresari e manager che vivono ogni sua
esibizione pubblica con il fiato sospeso. In quella serata del 29 gennaio 1959, però, non sembra
che possano esserci motivi di preoccupazione. Julia infatti deve cantare “Tua”, che in gara viene
eseguita anche da Tonina Torrielli, ex operaia di una fabbrica dolciaria, che la canta con voce
tranquilla. Quando però Julia intona le note di “Tua” succede qualcosa di imprevedibile. Per la
prima volta infatti la sensualità sbarca sul palcoscenico del festival della canzone più popolare
d’Italia. Julia canta con una voce profonda e sensuale e sussurra le parole “Tua, tra le tue braccia
tue… “, accompagnata solo dal contrabbasso. E’ una voce nuda , cioè senza accompagnamento
orchestrale, che si riveste progressivamente, con l’ingresso successivo dei vari strumenti. Dopo il
contrabbasso tocca alla batteria e poi via via agli altri strumenti, ma senza mai coprire la voce. La
sua straordinaria interpretazione, ricca di sensualità viene considerata scandalosa. La De Palma
riceve più di cinquantamila lettere di improperi e viene persino aggredita per strada. Tuttavia
nonostante le critiche la canzone si classifica al quarto posto ed ottiene un enorme successo a
livello di vendite. Julia da quel momento, pur non essendo bandita dalla scena radiotelevisiva
italiana, come accadrà per Mina, diventa oggetto di censure, ritorsioni e dispetti che ne
condizioneranno la carriera.
Nilla Pizzi, Teddy Reno, il Quartetto Cetra, Julia De Palma, Claudio Villa, Johnny Dorelli, Domenico
Modugno, sono solo alcuni dei tanti gli artisti che si sono avvicendati sul palco più famoso d’Italia
nel primo decennio della sua nascita e molti di loro sono diventati leggende della musica italiana,
regalando al pubblico di tutto il mondo canzoni che sono diventate immortali.
Ancora oggi il festival di Sanremo, con le sue 74 edizioni, è l’appuntamento fisso dell’inverno
italiano, lo specchio pop che riflette la nostra società e la nostra cultura, senza dubbio il più
longevo della televisione italiana. E’ il Festival per antonomasia, che ha accompagnato da vicino
la storia italiana dal dopoguerra ad oggi, adattandosi ai cambiamenti di una società in continua
trasformazione.


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