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La storia dell’omino di Pan di zenzero

Dolce, speziato, buonissimo ma soprattutto, bellissimo ai nostri occhi!

L’omino di pan di zenzero è uno dei simboli natalizi più amati da grandi e piccini. La sua fama è legata non solo alla sua bontà, infatti molti di noi lo conoscono soprattutto grazie alla famosa saga Shrek della DreamWorks, l’origine di questo biscotto affonda le sue radici molto più lontano, addirittura nel Medioevo (anche se di ciò non c’è certezza assoluta) , quando le spezie iniziarono a diventare più accessibili alla popolazione.

Nel XVI secolo, la creazione di biscotti con forme figurative iniziò a diffondersi, ma fu Elisabetta I d’Inghilterra a rendere celebre questa pratica in Europa, facendo preparare biscotti dalla forma umanoide per i suoi ospiti a corte. Un gesto che combinava arte culinaria e raffinatezza, che ben presto conquistò il palato e l’immaginazione del Vecchio Continente.

Nel 1875, la leggenda dell’omino di pan di zenzero si arricchì di una nuova storia, legata alla tradizione di San Nicola. La storia narra di una coppia di anziani, desiderosi di avere un figlio, che creò un biscotto a forma di bambino. Ma, una volta cotto, il biscotto prese vita, scappando via e sfidando chiunque tentasse di catturarlo diceva:
“Sono scappato da una vecchia donna e da un vecchio uomo, posso scappare da tutti, posso scappare da te. Io posso. Corri corri tanto non mi prenderai, io sono l’omino di pan di zenzero!”

La fuga dell’omino si conclude con l’astuzia di una volpe, che riesce a catturarlo e a mangiarlo, mentre il biscotto grida, pezzo dopo pezzo:
“Non ho più un quarto di me… Non ho più metà di me… Non ho più tre quarti di me… Non ci sono più!”

Questa storia ha attraversato i secoli e le culture, assumendo diverse sfumature a seconda dei paesi. In Italia, l’omino di pan di zenzero non ha una storia antica come in altre parti del mondo, ma è diventato una figura simbolica del Natale grazie alla globalizzazione. Oggi, è uno dei dolci più amati durante le festività, portando con sé un’atmosfera di allegria e creatività.

Con il pan di zenzero, possiamo creare ogni sorta di forma, ma durante il Natale, accanto ai classici omini, vengono realizzate anche le celebri casette tridimensionali, vere opere d’arte che in alcuni casi partecipano a mostre e competizioni. In Norvegia, per esempio, esiste la più grande città di pan di zenzero al mondo, la Pepperkakebyen, una meraviglia dolciaria che attira migliaia di visitatori.

Un’antica superstizione legata a questo biscotto afferma che mangiarne la testa porti fortuna, mentre mangiandolo intero si acquisirebbero le qualità della persona che rappresenta. Nel corso della storia, l’omino di pan di zenzero è stato persino usato in ambito politico: panettieri e pasticceri esprimevano attraverso di lui messaggi satirici e critici, anche se non senza incorrere in censure.

Oggi, è possibile trovare la ricetta dell’omino di pan di zenzero su quasi tutti i siti di cucina o, per chi preferisce, i kit di preparazione nei supermercati. Oltre alla ricetta classica, ci sono anche versioni più leggere per gustare questo dolce senza sensi di colpa!

E voi, cari amici, siete pronti a decorare le vostre tavole natalizie con questo prelibato biscotto? Sbizzarritevi nella creazione delle forme più strane e divertenti! E ovviamente, fateci sapere le vostre creazioni: siamo curiosi di vedere i vostri capolavori!


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