Gypsy Rose Blanchard – Quando l’amore di una mamma supera ogni limite

Fin dove può arrivare l’amore di una mamma? Qual è il limite che si supera per trasformare amore in ossessione e successivamente in assurdo? Cosa porta una madre a far credere alle persone che la propria figlia sia malata? La salute dei propri figli è un qualcosa che si spera e si augura. Ma in questo caso accade il contrario: è la malattia che si desidera.

Le protagoniste della storia sono madre e figlia, Dee Dee Blanchard e Gypsy Rose Blanchard.

Sin dalla nascita Gypsy Rose manifestò molteplici problemi di salute: apnea del sonno, epilessia, problemi alla vista e all’udito, distrofia muscolare, leucemia, un disturbo cromosomico che impediva alle sue funzioni di svilupparsi correttamente. Infatti, si sottopose a diverse operazioni e fu costretta ad usare la sedia a rotelle. A causa dell’enorme quantità di farmaci che assumeva, iniziò a perdere denti e capelli.

Un tragico inizio di storia. Se aggiungiamo un padre assente e menefreghista, un uragano che colpisce la città, la perdita della casa e di tutte le cose personali, abbiamo una storia da prima pagina.

Infatti, Dee Dee e Gypsy divennero molto famose. La loro storia catturò il cuore di molti: ricevettero diverse donazioni sia per le cure da affrontare sia in seguito all’uragano Katrina del 2005.

La vita delle due donne, però, cambiò drasticamente il 14 giugno del 2015, quando sul profilo Facebook delle due apparve un post inquietante: “THE BITCH IS DEAD”. I commenti sono tutti di persone allarmate. Tra di loro ce ne fu uno, sempre dal profilo delle due, che diceva: “HO SQUARTATO QUELLA GRASSA MAIALA E HO VIOLATO LA SUA DOLCE E INNOCENTE FIGLIA, LE SUE URLA ERANO COSÌ FORTI LOL”.

Amici di famiglia si precipitarono alla casa della donna, ma vedendo che nessuno rispondeva, chiamarono la polizia e una volta sul posto trovarono il corpo senza vita di Dee Dee, che giaceva sul suo letto (vi risparmio i dettagli del ritrovamento). La cosa che preoccupò un po’ tutti fu che a casa non c’era Gypsy, ma le sue sedie a rotelle si, e senza quelle non poteva certamente camminare.

Per le autorità chi ha scritto quel post su Facebook è lo stesso che ha commesso il delitto; quindi, si cercò di rintracciare l’indirizzo IP, che riportò all’abitazione, nel Wisconsin, di Nicholas Godejohn, ventitreenne con precedenti penali. In quella casa trovarono anche Gypsy. Vennero entrambi arrestati e interrogati: lui disse di averlo fatto per amore e perché Gypsy glielo aveva chiesto. Lei inizialmente negò tutto, ma poi cedette e disse di averlo fatto per essere libera, perché tutta la sua vita era una bugia.

Perché Gypsy dice così? Perché avrebbe fatto uccidere la mamma? Perché cammina?

La storia di mamma e figlia in condizioni di difficoltà non venne raccontata in maniera veritiera ai media e al mondo. Ma procediamo per gradi.

Il padre “assente e menefreghista” in realtà era un padre che era stato allontanato dall’ormai ex moglie. Lui ha sempre pagato il mantenimento ma Dee Dee, cercava comunque di tenerlo lontano dalla figlia che gli faceva vedere pochissimo, quasi niente.

Le malattie di Gypsy? Non era vero niente. Gypsy è sempre stata in buona salute, e di questo la ragazza iniziò a rendersene conto durante la crescita. Solo che non capiva perché la mamma affermasse il contrario: faceva numerose operazioni; vedeva diversi medici; prendeva numerosi farmaci; la mamma le rasava i capelli (per dare le sembianze di una bambina malata). Dee Dee le fece esportare le ghiandole salivari perché, a detta sua, aveva troppa saliva (conseguenza in realtà dei farmaci) e le fece credere di avere un ritardo mentale e di essere nata nel 1995 (in realtà era nata nel 1991).

Ma in medici, non si accorsero che la paziente era in buona salute? Con l’uragano Katrina, le due donne persero ogni cosa, anche le cartelle cliniche e questo permise a Dee Dee di farla franca: i medici erano costretti a crederle sulla parola (per non rifare tutti gli esami, anche perché in America la sanità ha un costo piuttosto elevato). Però ci fu un medico che si accorse  che qualcosa non andava. Un neurologo, durante una visita, notò che i muscoli di Gypsy si sviluppavano correttamente, cosa che in realtà è un po’ strana per una persona costretta alla sedia a rotella da una vita. Le fece anche una risonanza magnetica e si accorse che poteva camminare. Infatti, nel referto medico scrisse che c’era la possibilità di “Munchausen per procura” (“Disturbo psichiatrico – e una forma di abuso – in cui un caregiver arreca danni a un assistito. Può trattarsi di un genitore, in caso di bambini, ma può accadere anche con anziani e/o disabili”).

Ciò che sbagliò il medico è che non allertò le forze dell’ordine ma si limitò a scriverlo nel fascicolo medico. Anni dopo spiegò in un documentario che i medici sono tenuti ad avvisare gli assistenti sociali qual ora ci fosse una negligenza/trascuratezza nei confronti del minore. Qua era esattamente l’opposto. Quindi era sicuro che non avrebbero fatto molto. Quindi Dee Dee poté continuare il suo “abuso”.

Più passava il tempo e più Gypsy si accorgeva delle bugie della mamma e iniziò a voler scoprire quel mondo che le era sempre stato negato. La notte la ragazza si collegava online per chattare con le persone e navigare su Internet. Facendo così conobbe un uomo di trentacinque anni, Den, col quale escogitò la sua prima fuga. Ma il piano venne scoperto dalla mamma e da quel momento per Gypsy iniziò il periodo che definì “bad time”: il computer  e il telefono vennero sequestrati e distrutti, con tanto di minacce fisiche alla figlia. Arrivò persino ad incatenarla due settimane al letto, picchiandola costantemente. Convinse un medico a fare un certificato fasullo per testare che Gypsy non avesse la capacità di intendere e di volere, in modo che, se fosse riuscita a scappare, l’avrebbero riportata subito a casa.

Assurdo penserete, e avete ragione.

Tempo dopo Gypsy riprese a navigare su Internet, ma dal telefono di Dee Dee e si iscrisse a un sito di incontri cristiano. Qui conobbe Nicholas Godejohn, a cui raccontò la sua vita in modo da capire se lui l’avrebbe accettata così come era. I due si innamorarono e iniziarono una relazione che durò circa due anni. Lei gli rivelò di poter camminare e lui le rivelò di avere molteplici personalità. Lui in realtà è autistico e quando dice di avere “molteplici personalità” in realtà non è vero, perché non è mai stata diagnosticata come cosa. Però ha dei precedenti penali.

Nel 2014 Gypsy e Nicholas ebbero una conversazione molto ambigua ma importante per la vicenda: lui le scrisse che avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei, che l’avrebbe protetta da qualsiasi persona. La risposta di Gypsy fu: “EVEN FROM MY MOTHER?” (“anche da mia madre?”) e lui rispose :” Yes”.

Da questo momento i due iniziarono a pianificare il delitto per vivere in libertà la loro relazione. Il problema fu che Gypsy non se la sentì di compiere l’atto in sé e Nicholas, che la amava alla follia, si offrì di farlo al suo posto. Anzi, l’avrebbe fatto la sua personalità malvagia.

I due, in precedenza, progettarono più volte incontri “casuali”. Gypsy pensava che, se Nicholas avesse parlato con la mamma, questa avrebbe capito che era un bravo ragazzo e avrebbe acconsentito alla loro unione: ma accadde il contrario. Gypsy delusa da questo, scrisse a Nicholas di essere pronta per l’atto finale.

Il 10 giugno 2015 Nicholas prese una auto e si recò a Springfield, la città dove risiedevano Gypsy  e Dee Dee, e pernottò in un hotel. La notte, quando la donna andò a letto, Gypsy avvisò Nicholas. Quando arrivò, lei gli aprì la porta e si nascose in bagno, mentre il ragazzo compiva il delitto. I due cercarono di ripulire il sangue, presero il denaro della madre e andarono via, inizialmente nell’hotel in cui stava Nicholas e poi a casa sua. Prima di ciò spedirono l’arma del delitto per posta, ritenendo fosse una mossa più sicura.

Come anticipato prima, i due vengono arrestati e alla ragazza, non essendo l’esecutrice del delitto, venne offerto un patteggiamento: dichiarandosi colpevole di omicidio di secondo grado avrebbe potuto saltare il processo e ottenere una condanna di dieci anni, altrimenti la seconda opzione era  trascorrere la vita in carcere. Gypsy scelse di patteggiare. A Nicholas non venne data la stessa opportunità e venne condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà vigilata.

Gypsy Rose Blanchard uscì dal carcere il 28 dicembre del 2023 dopo otto anni di pena detentiva ma venne messa in libertà vigilata. In seguito alla scarcerazione uscirono documentari sulla vicenda, sulla sua vita in carcere e dopo. Si è fidanzata, si è sposata, ha divorziato e si è ri-fidanzata. Adesso è in attesa del suo primo figlio.

Ha parlato diverse volte della vicenda e si è sempre detta molto pentita per quello che ha fatto e tornando indietro sarebbe scappata dagli zii confessando le atrocità inflitte dalla madre.

Questo caso rimane uno dei più famosi e assurdi al mondo, tanto da creare un forte di battito, che divise in due blocchi l’opinione pubblica:  chi comprendeva il gesto di Gypsy, rivendicandolo come atto di libertà, e chi invece la condannava in quanto figlia che ha ucciso la propria madre.

Ci potrebbero essere delle similitudini col caso dei Fratelli Menendez, ma questa è un’altra storia che presto racconterò…

Spero di aver suscitato un pizzico di curiosità e se volete saperne di più vi consiglio di guardare i documentari: “Mommy Dead and Dearest” diretto da Erin Lee Car e “Gypsy ’s Revenge” diretto da Jesse Vile e la serie televisiva “The Act”.


Commenti

Lascia un commento